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ALBANESE: IL MIO CAPPIO
E' SEMPRE PIU’ STRETTO

ALBANESE: IL MIO CAPPIO <BR> E' SEMPRE PIU’ STRETTO

“Si sono ridotti i numeri degli uccisi, ma in meno di quattro mesi l'esercito israeliano ha ammazzato oltre 500 persone solo a Gaza. E anche in Cisgiordania c'è violenza, inferta in altro modo. Ma si parla di pace. C'è uno sfaldamento del sistema di protezione dei diritti umani, già fallace in Palestina”. Lo afferma, in una intervista al Fatto Quotidiano, Francesca Albanese. Secondo la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei Territori occupati denuncia che a Gaza “non si muore solo di proiettili, si muore di ipotermia, di fame, si muore sotto le macerie buttate giù dalle bufere e per la mancanza di cibo e medicine. L'accelerazione della colonizzazione in Cisgiordania mostra la linea israeliana. Hanno perso la bussola. Da una parte i coloni, una porzione robusta della società israeliana, ben rappresentata nelle istituzioni, di là un'altra parte della popolazione appare silente, indifferente”. Albanese, che sta lavorando a un'inchiesta sulla tortura, rileva un parallelo tra ciò che si infligge ai palestinesi dietro le sbarre e fuori, sostenendo che “si cerca di annientarli nel corpo, nell'anima e nell'identità collettiva. A Gaza non hanno risolto neanche la crisi umanitaria. Oggi possiamo dire che la pressione di Trump affinché si parlasse di pace aveva due obiettivi: velocizzare l'ingresso degli Usa nelle vicende mediorientali. Del resto, Israele è un'appendice dell'imperialismo Usa nel Medio Oriente. L'altro obiettivo era mettere a tacere l'opinione pubblica internazionale: la Flotilla aveva creato un colpo di frusta che ha mobilitato tanta gente e che i governi occidentali vicini a Israele non potevano gestire. Così tutti, anche nel governo italiano, si sono affannati a parlare di pace”. Albanese esprime forte preoccupazione per le forniture di armi, notando che “dalla Germania e dall'Italia continuano ad arrivare armi e assistenza tecnica. E comunque si sono intensificati gli scambi commerciali tra Italia e Israele. Siamo al punto più basso della diplomazia italiana in Medio Oriente”. In merito al piano statunitense, aggiunge che “il Board di Trump si sostituirebbe al Consiglio di Sicurezza Onu. Sconcerta che altri Stati aderiscano: si mira a sfaldare il sistema multilaterale dell'Onu, più o meno democratico. L'impero Usa decide e non trova opposizione, ma è disfunzionale dal punto di vista del rispetto delle regole e del mantenimento della pace. Non si rendono conto delle bombe di risentimento e sofferenza che stanno seminando in Medio Oriente. La fase 2 prevede la costrizione dei palestinesi sopravvissuti alla fase più acuta del genocidio in zone di concentramento, staranno nelle riserve. È come il colonialismo contro i nativi in America”. Albanese conclude denunciando anche la propria condizione personale sotto sanzioni americane: “Il cappio si fa sempre più stretto, non riesco più a ricevere un pagamento. E sono l'unica che non è sostenuta dal proprio Stato: in altri casi sono stati i governi a fare da garanti. Sono sanzioni draconiane senza possibilità di appello”. (1 feb - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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