“La decisione che abbiamo preso è concreta, risponde a un problema reale che va risolto. Parlare di repressione, come si fa a sinistra, è sbagliato. È repressione impedire a dei giovani di andare a scuola con il coltello?”. Così, in una intervista al Quotidiano Nazionale, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, commenta le polemiche sull'introduzione dei controlli di sicurezza nelle scuole. Il ministro evidenzia che “l'educazione al rispetto è stata introdotta nelle nuove Linee guida sulla educazione civica e nelle nuove Indicazioni nazionali. Ora occorre che nelle scuole si attuino questi indirizzi. Di certo fare i controlli con i metal detector fuori dalla scuola quando è la scuola stessa a chiederli non vieta di educare al rispetto”. Entrando nel merito della riforma sul dimensionamento evidenzia che “innanzitutto vorrei ricordare quello che ha detto qualche giorno fa il governatore della Campania, Roberto Fico, che ha deciso di dimensionare, evitando il commissariamento: siamo arrivati a una buona soluzione, non perderemo il personale Ata, ci sarà un vicario nelle scuole che sono state dimensionate per gestirle meglio”. Il ministro respinge le critiche sui disagi per l'utenza dichiarando che “non è così. La scorsa settimana abbiamo approvato una norma che prevede per le scuole situate nelle regioni che hanno dimensionato l'attivazione di risorse aggiuntive per il personale Ata. Investiamo 19 milioni di euro. Vorrei ricordare che con il dimensionamento non si chiude nessuna sede, non si licenzia nessuno e il servizio per gli studenti rimane identico. Ricordo inoltre che le scuole accorpate erano già governate in reggenza da un altro preside. Vedremo a settembre se i ragazzi dovranno davvero fare 50 km perché la loro scuola è stata chiusa. Così si saprà chi dice la verità”. Infine, parlando dell'esame di Stato, afferma: “Non direi che è più facile, semmai è più seria. Prima poteva capitare che a uno studente di liceo classico si mettesse davanti la foto di un vulcano chiedendogli di fare collegamenti interdisciplinari. Si trattava di collegamenti forzati, a volte insensati. Inoltre, non dimentichiamoci che con una insufficienza allo scrutinio di fine anno si rischia la bocciatura, con due è automatica. Studiare le materie che non fanno parte dell'orale è ancora più importante adesso, dato che si tratta di un esame di maturità”. (1 feb - red)
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