Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

guide economia

Dal 2018 al 2024 +41% di fatturato per le aziende ad alto potenziale

Il fatturato complessivo delle imprese italiane ad alto potenziale è passato dai 2.012 miliardi di euro del 2018 ai 2.800 miliardi registrati nel 2024


Il fatturato complessivo delle imprese italiane ad alto potenziale ha messo a segno una crescita significativa, pari a circa il 41%, passando dai 2.012 miliardi di euro del 2018 ai 2.800 miliardi registrati nel 2024. Un andamento positivo che si riflette anche sulla redditività: l’utile netto aggregato è infatti aumentato dell’83% in termini nominali, salendo da 89,6 miliardi di euro nel 2018 a 164,1 miliardi nel 2024. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Deloitte su un campione di oltre 45 mila aziende, che fotografa l’evoluzione del sistema produttivo italiano negli ultimi anni. Guardando alle sfide del 2026 e degli anni a venire, Pompei individua come componente essenziale una collaborazione sempre più stretta tra pubblico e privato. Un tema condiviso anche dagli interventi dei rappresentanti di alcuni settori produttivi, tra cui l’agroalimentare e il tessile. Dall’analisi di Deloitte emerge come il manifatturiero continui a rappresentare la colonna portante dell’economia nazionale. Le imprese del settore hanno registrato una crescita del fatturato del 32,1%, un aumento degli utili del 61,3% e un incremento dell’occupazione del 14,4%. L’agroalimentare conferma risultati positivi, sebbene permangano ampi margini di miglioramento. Anche il commercio si conferma un pilastro rilevante per numero di imprese e volume complessivo di fatturato, pur presentando margini più contenuti e un livello inferiore di investimenti in innovazione e digitalizzazione. L’analisi affronta inoltre il tema dell’intelligenza artificiale, il cui sviluppo suscita timori ma apre al tempo stesso nuove opportunità. Come ha ammesso Valeria Brambilla, amministratrice delegata di Deloitte & Touche, «l’intelligenza artificiale preoccupa perché sostituirà inevitabilmente l’uomo», ma al tempo stesso «renderà l’uomo strategico», delineando scenari di trasformazione per le imprese e per l’intero comparto produttivo. Il report si sofferma infine sulla dimensione aziendale. Le grandi imprese si confermano i principali driver del sistema produttivo, con una crescita sostenuta da un aumento eccezionale degli utili superiore al 92%, a fronte di un incremento del fatturato del 43%. Anche le medie imprese mostrano una dinamica robusta e bilanciata, con il fatturato in crescita del 64% e gli utili del 38%, accompagnati da un forte contributo in termini occupazionali. La loro massima espressione si concentra nel manifatturiero, che genera un fatturato complessivo di 438 miliardi di euro, ma una presenza significativa si registra anche nel commercio, nei servizi finanziari e assicurativi e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche. Le piccole imprese emergono come il segmento più dinamico in termini percentuali, con un aumento dell’utile del 69%, del fatturato del 39% e dell’occupazione del 27%, distribuito trasversalmente in tutti i settori, con un peso rilevante nel manifatturiero, nel commercio e nei servizi business e amministrativi. Andamenti analoghi caratterizzano le microimprese che, pur partendo da basi dimensionali più contenute, hanno registrato performance significative e risultano ampiamente diffuse in numerosi comparti, con una presenza rilevante nel commercio, nelle costruzioni, nei servizi e in specifiche nicchie manifatturiere.

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero