Secondo lo studio Susini Group StP, gli imprenditori stranieri sono in crescita negli ultimi dieci anni (+27,3%)
In Italia sono attive oltre 540mila imprese a conduzione extracomunitaria e rappresentano il 7.2% del totale delle aziende presenti nel nostro paese. Ma il dato più rilevante riguarda l'occupazione: tra 500.000 e 550.000 lavoratori italiani sono oggi impiegati in queste realtà imprenditoriali, costituendo il 2,1-2,5% dell'occupazione nazionale complessiva. È questa l'ultima stima di Susini Group StP, studio fiorentino leader nella consulenza del lavoro, che ha voluto evidenziare un argomento troppo spesso sottovalutato nel dibattito politico. In pole position, secondo la ricerca, la Lombardia con 97.060 realtà extracomunitarie che occupano 94.250 dipendenti italiani per un fatturato totale di quasi 13 miliardi di euro. Seguono Lazio (64.400 aziende con 60.750 impiegati italiani), Toscana (48.600 e 49.250 dipendenti), Campania (45.900, 44.625 dipendenti italiani), Emilia-Romagna (43.200, 42.000 dipendenti italiani), Veneto (40.500, 39.375 dipendenti italiani), Piemonte (36.720, 35.700 dipendenti italiani), Sicilia (31.320, 30.450 dipendenti italiani), Puglia (25.920, 25.200 dipendenti italiani) e chiude la top 10 la Calabria (18.360, 17.850 dipendenti italiani). A seguire tutte le altre con Valle d'Aosta fanalino di coda con 1.620 imprese extracomunitarie che impiegano 1.575 nostri connazionali (vedi tabella sottostante). Infine, alcune nazionalità sono più attive di altre nel campo dell'imprenditoria. Secondo la stima di Susini Group StP, studio fiorentino leader nella consulenza del lavoro, cinesi e rumeni sono quelli più presenti in assoluto, seguiti da marocchini e albanesi. Interessante anche il fenomeno delle società miste italo-extracomunitarie: sono 85.000-95.000 imprese - circa il 18-20% del totale - che vedono partnership tra italiani e stranieri, testimoniando un'integrazione economica sempre più profonda in questo momento storico.
(© 9Colonne - citare la fonte)



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