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PIL, UNIMPRESA: FINO A +1,1% LA CRESCITA NEL 2026

L’economia italiana entra nel 2026, grazie all’effetto trascinamento dallo scorso anno pari a circa +0,3%, che riduce il rischio di stagnazione. Su questa base, il Centro studi di Unimpresa stima tre scenari per l’andamento del pil nel prossimo anno. Lo scenario favorevole prevede una crescita compresa tra +1,0% e +1,1%, sostenuta da un rafforzamento degli investimenti non residenziali, dalla diffusione della stabilizzazione del ciclo industriale e da un contributo estero meno negativo. Lo scenario base indica una crescita intorno a +0,8%, trainata dalla domanda interna, dalla tenuta dell’occupazione e dall’accelerazione dei servizi. Lo scenario più prudente colloca la crescita a +0,6%, nel caso in cui gli investimenti restino moderati e il commercio estero continui a sottrarre crescita. È quanto emerge da un report del Centro studi di Unimpresa, secondo cui alla base delle stime vi è il profilo positivo della seconda parte del 2025, che ha innalzato il livello medio dell’attività economica. La crescita risulta sostenuta soprattutto dalla domanda interna, con un ruolo centrale degli investimenti non residenziali e un contributo positivo di industria e costruzioni, in linea con i segnali di stabilizzazione del ciclo produttivo. Un ulteriore fattore di supporto è il mercato del lavoro, caratterizzato da una riduzione significativa dei contratti a termine e da un ampliamento della base dei lavoratori dipendenti, che rafforza la stabilità dei redditi e la tenuta dei consumi. Positivi anche i segnali dalle indagini di fiducia a inizio 2026, con un recupero del manifatturiero e una marcata accelerazione nei servizi. "Le nostre stime sul pil per il 2026 indicano un’economia italiana che ha ritrovato una base di maggiore solidità. Una crescita compresa tra lo 0,6% e l’1%, con uno scenario centrale intorno allo 0,8%, non è un risultato scontato dopo anni di incertezza. È il segnale che la domanda interna, gli investimenti e un mercato del lavoro più stabile stanno ricostruendo fondamenta più robuste. Ora la priorità è non disperdere questo patrimonio: servono politiche economiche coerenti, continuità negli incentivi agli investimenti e un contesto di fiducia che accompagni le imprese. La crescita non va forzata, ma consolidata giorno dopo giorno" commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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