Roma, 2 feb - “Ci si chiede come mai la maggioranza non abbia voluto consentire il voto ai fuorisede in occasione del referendum sulla giustizia, visto che nell'occasione delle elezioni europee, nell'occasione del referendum per il lavoro e la cittadinanza, invece si è scelto di consentirlo tramite sperimentazione, dimostrando che quando si vuole fare sostanzialmente si può”. Così Rachele Scarpa, deputata Pd, intervenuta in discussione generale in aula alla Camera sul decreto legge che disciplina le consultazioni elettorali 2026, al centro delle polemiche nei giorni scorsi per la bocciatura da parte della maggioranza degli emendamenti delle opposizioni che chiedevano il voto fuori sede in occasione del referendum sulla giustizia del 22-23 marzo. “Quello che io contesto -sottolinea la parlamentare, responsabile giovani e salute dei dem, - è l'aver generato un ritardo che ora rende tecnicamente più complesso portare a casa il voto fuori sede anche per questa consultazione elettorale. E contesto anche il non aver voluto, quando la proposta sul voto fuori sede delle opposizioni è arrivata in discussione in Parlamento, approvarla e poi pensare subito dopo a come fare i decreti attuativi: invece tale proposta si è voluta trasformare in una delega del governo che ora, per ragioni non meglio precisate, è ferma da 30 mesi al Senato” sottolinea Scarpa, per poi aggiungere: “Il compito delle istituzioni della Repubblica è quello di rimuovere gli ostacoli alla partecipazione e al pieno sviluppo della persona. Per me più chiaro di così non c'è, e questo in realtà l'hanno compreso tutti, quantomeno a parole, perché voglio ricordare che Fratelli d'Italia, ma anche tutte le altre forze di maggioranza, erano presenti all'inizio della legislatura alle mobilitazioni fatte dalle associazioni degli studenti per il voto fuori sede: guarda caso ora si sono dimenticati di questa battaglia, che evidentemente avevano così a cuore, proprio in occasione del referendum della giustizia. Non è nascosto a nessuno – conclude – che questo voto è ritenuto molto importante anche solo per valutare quello che è il sentimento degli italiani rispetto al governo, quindi è un voto politico oltre che di grande importanza a livello costituzionale. Si sono dimenticati di includere 5 milioni di italiani in questa consultazione, viene da chiedersi perché…”. (PO / Roc)
(© 9Colonne - citare la fonte)
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