In occasione del ricco programma delle Olimpiadi della cultura che accompagnano la competizione agonista di Milano Cortina, si tiene a Palazzo Reale di Milano, fino al 14 giugno, una grande mostra che permette di scoprire o riscoprire uno dei movimenti più affascinanti della pittura europea dell'Ottocento - espressione artistica degli ideali del Risorgimento italiano e fondamentale per la costruzione dell'identità dell'Italia unita. “I Macchiaioli”, la mostra prodotta dal Comune di Milano e prodotta da Palazzo Reale, 24 Ore Cultura - Gruppo Il Sole 24 ORE e Civita Mostre e Musei, è frutto degli ultimi studi da parte dei tre più autorevoli esperti italiani del movimento - Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca - e rappresenta un momento di recupero, riflessione e valorizzazione di una pagina fondamentale di storia dell'arte del Paese, che ha costruito le nostre comuni radici culturali. In programma a Palazzo Reale. L'esposizione, con un centinaio di opere, vede coinvolti come prestatori i più importanti musei italiani che custodiscono le opere dei Macchiaioli, come l'Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, il Museo del Risorgimento e la Galleria di Arte Moderna di Milano, la Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea di Torino, il Museo Civico 'Giovanni Fattori' di Livorno oltre a numerose collezioni private.
A partire dalla loro rivalutazione avvenuta tra le due guerre e proseguita sino a oggi, le opere dei Macchiaioli, incompresi dai contemporanei come in seguito capiterà agli Impressionisti, sono entrate nei grandi musei e in prestigiose collezioni private. Al movimento nel suo complesso, come ai singoli protagonisti, in particolare a Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, sono state dedicate molte mostre, soprattutto negli ultimi decenni. Può apparire allora singolare che proprio a Milano, città dove a partire dagli anni Venti del Novecento è avvenuta la loro riscoperta sia sul versante della critica che del collezionismo, non sia mai stata realizzata fino a oggi una grande esposizione su questa fondamentale vicenda della storia dell'arte italiana ed europea. Si presenta ora l'occasione di proporre una nuova e più approfondita lettura di questa esaltante esperienza, proiettandola sullo sfondo storico di quegli anni fondamentali che hanno visto la nascita della nostra nazione. La mostra intende ricostruire la breve ma intensa esperienza del movimento in un arco cronologico che va dal 1848 al 1872, data della morte di Giuseppe Mazzini, esule e clandestino in patria. A quel punto i Macchiaioli, convinti sostenitori delle idee politiche mazziniane, avevano ormai esaurito la loro carica rivoluzionaria; ma questa intensa vicenda artistica, politica e umana aveva segnato una delle svolte più radicali nella lunga storia dell'arte italiana. Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Vincenzo Cabianca, Odoardo Borrani, Telemaco Signorini, Giuseppe Abbati e Raffaello Sernesi: attraverso le loro opere più significative emergono lungo il percorso espositivo le singole personalità di questi giovani pittori. Le biografie delineano il ritratto di una generazione che, già nel 1848, aveva iniziato a intravedere quel cambiamento che sarebbe stato realizzato tra la seconda metà degli anni Cinquanta e il decennio successivo. Pur uniti e solidali tra loro, i Macchiaoli conservarono ciascuno la propria individualità, come si nota dagli accostamenti delle opere nelle sale. In questo coro di personalità diverse, a essere comune fu la scelta della "macchia", una tecnica pittorica innovativa modulata con il contributo di tutti gli esponenti del movimento, la cui estetica trovò una formulazione teorica non in un semplice manifesto, bensì in un periodico, "Il Gazzettino delle Arti del Disegno", fondato a loro sostegno dal critico Diego Martelli. Diversamente dagli Impressionisti, che si presentarono in mostre alternative ai Salon ufficiali, i Macchiaioli esposero le loro opere rivoluzionarie nelle pubbliche mostre di società promotrici costituite dai notabili delle più importanti città, come Firenze, Genova, Torino, Napoli, offrendosi con grande coraggio alle incomprensioni del pubblico e della critica. Amavano poi riunirsi in un ambiente informale come il leggendario Caffè Michelangiolo di Firenze, aperto al dibattito internazionale; frequentavano gli stessi luoghi e dipingevano all'aria aperta, affrontavano temi e battaglie comuni contro un pubblico e una critica ostili.
Firenze, destinata a diventare dal 1865 al 1871 capitale provvisoria del nuovo Regno d'Italia, fu negli anni Sessanta dell'Ottocento il vivace laboratorio di questa esperienza unica che vide coinvolti, oltre a loro, toscani di origine, altri giovani pittori ribelli provenienti dalle diverse città della Penisola. I Macchiaioli però seppero esprimere con maggior consapevolezza il progetto di creare un linguaggio pittorico comune e condiviso in cui si potesse riconoscere un Paese che aspirava a realizzare, insieme a quella politica, un'unità culturale. I curatori della mostra hanno pensato comunque di valorizzare la coralità del fermento artistico che animò il movimento, accostando alle già numerose opere dei Macchiaioli presenti in mostra quelle di altri pittori del tempo, come i fratelli Induno o Domenico Morelli, che a Milano o a Napoli si sarebbero confrontati con gli stessi temi e cimentati in analoghe sperimentazioni formali. In un percorso di grande respiro narrativo, scandito in nove sezioni, l'esposizione ripercorre l'esperimento "nazionale", o il progetto risorgimentale, dei Macchiaioli, troppo spesso indebitamente circoscritto in un ambito regionale, all'insegna di una toscanità fiera e vernacolare. Furono invece pittori colti, consapevoli, ispirati dagli ideali razionali e illuministi della maggiore rivista del nostro Ottocento, la celebre "Antologia" (Firenze, 1821-1832). Si riconobbero tanto nelle idee di Mazzini quanto nelle istanze del Positivismo venute dalla Francia. In loro il culto della ragione si tradusse in quello del vero e, sotto questa insegna, combatterono con determinazione per ricollegare l'arte alla realtà, alla vita.
Il percorso della mostra ricostruisce, a partire dalla svolta epocale rappresentata dai moti risorgimentali del 1848, vista come imprescindibile momento fondante, le vicende della formazione dei Macchiaioli a Firenze, culla culturale animata dal culto di Dante e di Lorenzo il Magnifico e dalla passione per il Medioevo e il Rinascimento, visti come un passato esemplare in cui riconoscere le proprie radici. Si passa poi al 'presente', che li vede partecipare, sui campi di battaglia e attraverso le loro opere, a quella esaltante epopea contemporanea che è stata la Seconda Guerra d'Indipendenza. Si prosegue con la presenza alla prima Esposizione Nazionale allestita a Firenze nel 1861, che fu la grande occasione per proporre le loro novità, suscitando scandalo. Attraverso il focus della sezione "I percorsi della macchia", viene analizzata la varietà del repertorio dei Macchiaioli, fondato su un radicale rinnovamento dei generi. Dal paesaggio, indagato in luoghi prediletti, al ritratto, dove gli artisti restituiscono un nuovo mondo di affetti legati alla famiglia, fino alle scene di vita quotidiana che riflettono la dignità del popolo. Quest'ultimo soggetto nei Macchiaioli rappresenta non solo un punto di rottura totale con le operazioni accademiche imperanti all'epoca, ma risponde alla necessità del movimento di affermare una nuova visione artistica e storica dell'Italia, unita anche grazie, e soprattutto, al quotidiano lavoro e sacrificio del popolo. Infine, due capolavori, impressionanti nella loro dimensione di denuncia, testimoniano la consapevolezza condivisa della mancata realizzazione, o del tradimento, degli ideali del Risorgimento. La sezione di chiusura è dedicata a Milano, la città della rivalutazione critica del movimento e della fortuna collezionistica dei Macchiaioli. La mostra ospita un capolavoro assoluto come La toilette del mattino di Telemaco Signorini, appartenuto a Toscanini e fonte di ispirazione, come i dipinti militari di Fattori, per il grande film di Luchino Visconti Senso (1954) che riflette sulle contraddizioni del nostro Risorgimento italiano, di cui i Macchiaioli rimangono i più significativi interpreti. Ad approfondire questo straordinario legame tra pittura, collezionismo e cinema un video realizzato ad hoc per la mostra dalla società 3D Produzioni. Il racconto della grande esperienza lirica dei Macchiaioli non si conclude nelle sale dell'esposizione. Dalla collaborazione con Audio Tales e ArtUp nasce un progetto innovativo che ha l'obiettivo di ampliare la fruizione della mostra, fornendo un vero e proprio percorso di osservazione complementare alla visita "tradizionale": 16 audio racconti sui temi storici fanno da sfondo al movimento della Macchia, trasformando il momento dell'ascolto dell'"audioguida" in un'esperienza nuova e unica. Attivabili tramite QR code o app, gli audio racconti uniscono rigore storico e narrazione immersiva. L'esperienza è ulteriormente arricchita dalla nuova serie podcast "I Macchiaioli - Audio racconto di una mostra": 12 episodi originali, prodotti da 240re Podcast, disponibili su Radio 24 e su tutte le principali piattaforme audio. Il legame tra storia e storia dell'arte è al centro di un ciclo di tre lezioni che Palazzo Reale organizza in collaborazione con Palazzo Moriggia - Museo del Risorgimento. Nella Sala Conferenze di piazza Duomo il 3 marzo, il 16 aprile e il 19 maggio i curatori dell'esposizione, sollecitati dalle domande di Marco Carminati, racconteranno il singolare intreccio tra lotte risorgimentali e vicende umane e artistiche dei Macchiaioli. Sempre nell'ambito di questa collaborazione, Palazzo Moriggia propone al pubblico una serie di iniziative per contribuire ad arricchire il racconto della nascita dell'Italia unita, grazie all'esplorazione dello straordinario patrimonio artistico, documentale, bibliografico di questo istituto. Per valorizzare le testimonianze culturali lasciate dal “movimento della macchia” e il contesto storico in cui i Macchiaioli operarono la loro rivoluzione artistica, Palazzo Reale rinnova la sinergia con Cineteca Milano, attraverso la rassegna "I Macchiaioli 7 film tra rivoluzioni e illusioni", un ricco programma di approfondimento cinematografico che accompagnerà la mostra dal 19 febbraio al 9 aprile, presso la Cineteca Milano Arlecchino. Infine, negli spazi di mostra e nel cortile di Palazzo Reale, domenica 22 marzo sarà possibile rivivere l'atmosfera delle danze di società di tradizione europea. Danzatori in abiti d'epoca ricreeranno una festa da ballo ottocentesca con romantici valzer, quadriglie, mazurke, vivaci polke, galop e contraddanze, secondo lo stile dei maestri di ballo del tempo e su musiche tratte dalla tradizione operistica e dal miglior repertorio europeo per la danza. La mostra si avvale del partenariato dell'Istituto Matteucci di Viareggio. (4 feb - red)
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