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direttore Paolo Pagliaro

FERMO PREVENTIVO E SCUDO
ECCO IL PACCHETTO SICUREZZA

FERMO PREVENTIVO E SCUDO <br> ECCO IL PACCHETTO SICUREZZA

  Fermo preventivo fino a 12 ore, sanzioni rafforzate contro il porto di coltelli e strumenti atti ad offendere, responsabilità amministrativa dei genitori e nuove regole per l’ordine pubblico. È l’asse portante del pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri, composto da un decreto legge di 33 articoli e da un disegno di legge di 29, illustrati dai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e della Giustizia Carlo Nordio. Il decreto introduce la possibilità di accompagnare e trattenere negli uffici di polizia, fino a 12 ore, persone ritenute pericolose per l’ordine pubblico, in particolare in relazione a manifestazioni e assembramenti. La misura ha carattere preventivo e prevede la comunicazione all’autorità giudiziaria, che può valutarne la legittimità e disporre la liberazione immediata in assenza delle condizioni previste.
Sul fronte della sicurezza urbana viene rafforzata in modo significativo la stretta su coltelli e armi improprie. Oltre alle sanzioni penali già previste, il decreto introduce sanzioni amministrative pecuniarie più elevate, con multe che arrivano fino a diverse migliaia di euro, e misure accessorie come il sequestro degli strumenti. Particolare attenzione è riservata ai minori: se un ragazzo viene trovato in possesso di coltelli o oggetti atti ad offendere, le sanzioni amministrative possono colpire direttamente i genitori o chi esercita la potestà genitoriale, salvo dimostrazione di adeguata vigilanza. Per i minori tra i 12 e i 14 anni viene inoltre ampliato il catalogo dei reati che consentono l’ammonimento del questore come misura di prevenzione. Il possesso di armi improprie diventa rilevante anche sul piano dell’immigrazione, potendo incidere su espulsioni, respingimenti e divieti di ingresso o soggiorno per cittadini stranieri.



Il pacchetto stabilizza la disciplina delle zone rosse, rafforza le prescrizioni e le sanzioni per le manifestazioni di ordine pubblico e introduce il divieto di partecipazione a riunioni o assembramenti pubblici come sanzione accessoria per condanne, anche in primo grado, relative a determinati reati gravi. Viene inoltre istituita una specifica fattispecie di reato per le rapine a sportelli automatici e portavalori e rafforzata la tutela del personale scolastico, con l’estensione delle aggravanti per violenza già previste per altre categorie di pubblici ufficiali. Previste anche confische di beni e veicoli utilizzati per commettere reati, il rifinanziamento del fondo sicurezza per accordi con i comuni su videosorveglianza e polizia locale e misure organizzative per accelerare concorsi e scorrimenti di carriera nelle forze dell’ordine.

Sul disegno di legge, il ministro Nordio ha ampliato il chiarimento sulla norma contestata come “scudo penale”. “Non c’è alcuna impunità – ha spiegato – ma la volontà di superare un automatismo che in cinquant’anni ha trasformato l’iscrizione nel registro degli indagati in una condanna anticipata, soprattutto mediatica”. La riforma prevede che in presenza di evidenti cause di giustificazione, come la legittima difesa, l’uso legittimo delle armi o l’adempimento del dovere, la persona possa partecipare alle attività investigative con consulenti e avvocati senza essere automaticamente iscritta nel registro degli indagati, pur restando pienamente tutelate le esigenze di indagine. Una disciplina che riguarda non solo le forze dell’ordine, ma anche medici e cittadini comuni coinvolti in situazioni analoghe. Sui provvedimenti è intervenuta la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che su X ha parlato di “non misure spot, ma di un ulteriore tassello della strategia del governo”. “Rafforziamo gli strumenti per prevenire e combattere la criminalità diffusa – ha scritto – allontaniamo soggetti pericolosi dalle aree a rischio, interveniamo su borseggi, baby gang e coltelli e introduciamo una norma fondamentale: chi si è legittimamente difeso non viene automaticamente iscritto nel registro degli indagati. Continuiamo a costruire uno Stato che difende chi ci difende e restituisce sicurezza e libertà ai cittadini”.

(© 9Colonne - citare la fonte)