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GIORNO RICORDO, TREMUL:
NO LETTURE UNILATERALI

GIORNO RICORDO, TREMUL: <br> NO LETTURE UNILATERALI

"Credo che siano stati fatti degli enormi passi avanti, soprattutto negli ultimi anni e certamente in questo processo, senza nulla togliere nessuno, i capi dello Stato sono stati fondamentali, hanno avuto un ruolo fondamentale. Ricordiamo Mattarella, ma anche chi l'ha preceduto, compiere una serie di gesti fondamentali, straordinari. Mi ha fatto piacere oggi che sia stato ricordato il 13 luglio 2020, l'omaggio del presidente Mattarella e del presidente sloveno Pahor sulla foiba di Basovizza”: così a 9colonne Maurizio Tremul, presidente dell’Unione italiana in Slovenia, che ha partecipato alla Camera alla cerimonia per il Giorno del Ricordo, alla presenza del presidente Mattarella e della premier Giorgia Meloni. “C'è stato anche – sottolinea - chi ha ricordato l'omaggio al cippo dei quattro antifascisti, tre sloveni e un croato, sempre a Basovizza. Credo sia fondamentale ricordare le due Basovizza, perché il gesto di riconciliazione che hanno voluto fare riguardava un omaggio mano nella mano alla foiba di Basovizza. La mia opinione è che questa è la simbologia di quella giornata, perché ricordare solamente una parte, mi spiace dirlo, è un po' riduttivo. Però – riconosce Tremul - su questa strada si sta andando avanti e molto è stato fatto, anche se c'è ancora da lavorare affinché questa riconciliazione ad alti livelli si cali via via verso la società civile e verso tutte le forze politiche”. Secondo il politico, appartenente alla comunità italiana in Slovenia, “i rischi sono sempre quelli di arrivare a una lettura unilaterale, ideologica, di contrapposizione tra posizioni diverse e letture diverse: l'Europa va verso una crescita dei nazionalismi, degli esclusivismi, con una revisione storica, una negazione di alcuni fatti storici che riguarda sia i crimini neri sia i crimini rossi, e questo è il rischio”. “Bisogna lavorare – avverte Tremul - sulla conoscenza, sulla diffusione del sapere, della storia, sulla narrazione di quello che è avvenuto: non soltanto per evitare che  ritorni, ma proprio per inserire nel nostro ‘Dna’ gli anticorpi verso quegli eccidi, verso quelle contrapposizioni perché alla fine  la verità di chi mi sta vicino, anche se non è la mia verità, è altrettanto vera della mia: se siamo consapevoli di questo possiamo dialogare ed essere amici, pur avendo magari idee diverse e possiamo fare un percorso di pace e di inclusione insieme”. Secondo il numero uno dell’Unione italiana “le opportunità sono straordinarie, come quella di arrivare veramente alla costituzione degli Stati Uniti d'Europa, un'Europa che è fatta da tante minoranze, pari a 40 milioni di persone, in cui queste abbiano il loro ruolo, abbiano il loro rispetto e diano il loro contributo lungo i confini, non a dividere ma a creare l'inclusione, a superare i percorsi di inimicizie per percorsi di pace e quindi anche di collaborazione”. “Dobbiamo capire – conclude Tremul con un’immagine poetica - che un prato bellissimo di sole margherite è bello, ma un prato fiorito di tanti odori, di tanti colori, di tanti fiori diversi è ancora più bello: ognuno di questi può dare il suo contributo come chicco di grano alla macina che fa la farina, e la farina cresce e si cuoce in un pane, il pane della pace, dell'amicizia e dell'inclusione”. (Roc)

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