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Afghanistan, in Senato la lotta per la vita e la libertà di 21 donne (riepilogo)

Roma, 11 feb - “E’ faticosa la libertà. Ho pagato un prezzo enorme per lei: ho perso tutta la mia famiglia, le amiche che avevo in Afghanistan, anche quelle con cui sono cresciuta. Alle donne che pensano sia normale vivere da schiave non posso dire niente: se una non vuole sapere o non capisce, non posso convincerla. Ma posso affermare, per esperienza, che quella non è vita”. Quella di Waheeda è tra le 21 storie di donne afghane raccolte nel libro di Angela Iantosca "Donne. Resistenza. Libertà” (Paoline), presentato a Palazzo Madama su iniziativa della senatrice M5S Alessandra Maiorino. Tra le testimonianze delle ventuno rifugiate, giunte nel nostro Paese dopo il tragico 15 agosto 2021, data della caduta di Kabul per mano dei talebani, quella appunto di  Waheeda, giovane madre che ha recitato una poesia di Neruda dedicata al figlio e Razia, insegnante, che ha invece ricordato la storia della costituente Laura Bianchini. Si, perché la storia di queste 21 donne afghane ricorda quella delle nostre 21 ‘madri costituenti’. “Un dovere portare qui le loro storie, un dovere portare all'attenzione delle persone queste donne in carne e ossa, all'interno del Senato e definire davvero il collegamento tra le 'madri costituenti'  che hanno combattuto la Resistenza e queste donne, che sono uscite da una situazione terribile e stanno ancora combattendo la loro resistenza" afferma Maiorino, “siamo orgogliosi di averle ospitate qui, e sappiamo che l'Afghanistan non è un luogo geografico, è piuttosto un luogo che 'abita' ancora all'interno dell'umanità".                       “Sono 21 donne straordinarie, seguite da Nove Caring Humans, ong che opera da anni in Afghanistan e anche in Italia. Quindi – spiega l’autrice, giornalista e scrittrice - continuando a seguire le donne con cui è entrata in contatto in Afghanistan. Sono 21 donne che ho messo in connessione con le nostre ‘madri costituenti”. Da anni mi occupo di diritti, di Costituzione, ho scritto un libro sulle 21 donne che fecero la nostra Costituzione, e quando ho ascoltato per la prima volta le storie delle donne afghane mi sono commossa,  perché risentivo l'eco delle parole pronunciate in Assemblea costituente da quelle 21 donne: stessa forza, stessa richiesta di diritti, di parità e di essere semplicemente delle persone libere”. “Questo – sottolinea Livia Maurizi, direttrice di Nove Caring Humans - è un giorno davvero importante, perché queste 21 donne rappresentano tutte le donne afghane, rappresentano la condizione delle donne ad oggi in Afghanistan, dove i diritti sono totalmente violati. Stare qui oggi e parlare di diritto,  far sì che questi diritti non siano solo promesse, ma siano poi atti veramente concreti, è un impegno che le istituzioni, la società civile, le Ong e noi ci prendiamo in prima posizione”. “Un libro così – afferma Waheeda, che ha portato la propria testimonianza in Senato - è in realtà fondamentale, perché nessuno oggi parla più dell'Afghanistan, nessuno più cerca di capire quello che sta succedendo in Afghanistan. Queste storie aiutano chi vuole sapere che la sofferenza continua ancora, che le donne ancora non hanno i diritti basilari di esseri umani. I talebani fanno la guerra verso le donne: questa non è una guerra religiosa, una guerra politica, ma è una guerra verso le donne, e queste storie aiutano a far capire che non è finita,  e che noi abbiamo una responsabilità”. (PO / Roc)

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