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DAZI, TAJANI: FERMARE
GUERRA COMMERCIALE

DAZI, TAJANI: FERMARE <BR> GUERRA COMMERCIALE

"Fondamentale che l'Unione si presenti unita sul caso dazi, siamo in pieno accordo con la nota europea in cui si chiedono certezze". Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Antonio Tajani sottolineando che l'obiettivo è "rendere possibile la crescita, l'espansione, il successo delle nostre aziende" dato che "finora lo abbiamo fatto nonostante i dazi, visto che l'export italiano, il 40% del nostro Pil, è cresciuto nell'ultimo anno del 3,3%". Il ministro chiarisce la sua posizione verso le opposizioni: "Vogliono una guerra commerciale? Le prime a non volerla sono proprio le imprese, che non ne avrebbero nulla da guadagnare", aggiungendo che è prioritario "non perdere la testa" e lavorare "senza inutili parole, contano i fatti". Tajani ricorda che già in passato "con grande sforzo e capacità l'Europa è riuscita a far fronte ai dazi, abbiamo trovato un'intesa che a questo punto potrebbe anche essere confermata" ma avverte che "non è alzando i toni che otteniamo accordi che non ci danneggino". Secondo il titolare della Farnesina "ad oggi rischia di essere più pericolosa la svalutazione del dollaro rispetto all'euro che non i dazi" e per questo "la Bce dovrebbe intervenire sul costo del denaro". Sulla linea diplomatica il vicepremier è netto nel dire che entrare in conflitto diretto con l'America "non ha senso: io parlavo con il mio omologo sotto la presidenza Biden così come parlo con Marco Rubio, i nostri rapporti storici, che sono quelli obbligati per l'Occidente, non possono certo essere interrotti, che Trump ci stia simpatico o meno". Anche riguardo al Board su Gaza il ministro ribadisce che "la maggioranza dei Paesi europei ha partecipato come noi, in linea con il mandato Onu" perché "non esiste altro luogo dove si parli di pace in Palestina" precisando che "partecipiamo non per fare affari, ma per garantire la sicurezza dell'area, anche per il nodo cruciale del commercio". In conclusione, Tajani ribadisce la linea del governo: "Noi facciamo solo quello che serve al nostro Paese, e cerchiamo sempre il dialogo, il confronto per portare a casa i risultati più utili per il nostro".

Antonio Tajani è oggi a Bruxelles per partecipare alla riunione del Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea. Il Consiglio Affari Esteri si concentrerà innanzitutto sull’Ucraina alla vigilia del quarto anniversario dell’aggressione russa. Il focus delle discussioni sarà sul sostegno a Kyiv, specie nel settore energetico, sugli sforzi diplomatici in corso e il contributo europeo alle garanzie di sicurezza, nonché sull’aumento della pressione sanzionatoria su Mosca specie nel contrasto alla flotta ombra. Nel corso della sua missione a Bruxelles, Tajani parteciperà ad una videoconferenza dei Paesi del G7 in cui i ministri del Commercio affronteranno il tema delle materie critiche e la preparazione della Ministeriale OMC di Yaoundé. Il vicepremier presiederà infine una nuova riunione della “Task Force dazi” con 40 imprese italiane e circa 80 associazioni di categoria, per discutere della decisione dell’Amministrazione americana di rivedere temporaneamente i dazi. In agenda al Cae anche una sessione sulla situazione in Medio Oriente, all’indomani della prima riunione formale del “Board of Peace” per Gaza, presieduta dal presidente statunitense Donald Trump, a cui Tajani ha partecipato per l’Italia in qualità di osservatore. Al centro delle discussioni il contributo europeo all’avvio della “fase due” del piano di pace americano, che prevede la smilitarizzazione e la ricostruzione della Striscia, e il dispiegamento della Forza di stabilizzazione (ISF) per rafforzare gli aiuti e favorire il ritiro delle IDF. I ministri avranno anche uno scambio con l’Alto Rappresentante per Gaza, Nikolay Mladenov. I 27 affronteranno infine la situazione in Iran e lo sviluppo dei negoziati sul programma nucleare.(23 feb - red)

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