In Brasile l’Associazione UNITALIA, che riunisce le famiglie degli italiani e oriundi che abitano nello stato di Rio de Janeiro, ha festeggiato la ricorrenza dei cento cinquanta due anni dell’immigrazione italiana in Brasile. L’evento si è tenuto nel teatro della parrocchia di San Francesco di Paola, patrono dei calabresi, che costituiscono più del 70% della comunità. In occasione della festa è stata installata l’illuminazione del busto dell’Imperatrice Teresa Cristina, chiamata la “madre dei Brasiliani”, che era stato inaugurato l’anno precedente e che si trova su un alto pilastro, al quale è affissa una lastra in acciaio, che riporta i cognomi delle famiglie italiane di Rio.
Il presidente dell’Associazione, il senatore brasiliano di origine italiana Ney Suassuna, ha ricevuto una copia di Cavaliere Templare, come ringraziamento per la sua determinazione nell’avere riunito gli italiani di Rio, a prescindere dalle provenienze regionali. Il senatore è discendente dei Cavalcanti, fiorentini che sono giunti in Brasile nel 1561.
Il coordinatore dell’evento, l’avvocato Santino Ceraldi, dopo aver citato l’importante opera culturale dell’Imperatrice Teresa Cristina, principessa del Regno delle due Sicilie, ne ha sottolineato i meriti nello sviluppo culturale del paese e nel favorire la venuta in Brasile degli italiani.
Nel corso dell’appuntamento si è voluta ricordare la storia dell’epopea dell’immigrazione italiana. Spesso le tragedie avvenivano in mare, nei vapori che trasportavano gli emigranti: dove c’era posto per settecento persone, ne trasportavano più di mille. Molti morivano durante il viaggio e i cadaveri erano buttati in mare. Inoltre è stato sottolineato che “quando è avvenuta l’immigrazione europea nelle Americhe, la meta era costituita da paesi disabitati: in Brasile, all’atto dell’indipendenza, gli abitanti erano meno di otto milioni! Oggi la densità della popolazione in Brasile è di 26 abitanti per Kmq, in Italia è di 196 abitanti”. (Epa)
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