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direttore Paolo Pagliaro

UCRAINA, UN’ALTRA
NOTTE DI FUOCO

UCRAINA, UN’ALTRA <BR> NOTTE DI FUOCO

L'alba odierna ha proiettato l'Ucraina nel suo quinto anno di resistenza sotto il fragore di una violenta offensiva aerea, confermando che il passaggio di un altro anniversario non ha scalfito la brutalità della strategia russa. Durante la notte appena trascorsa, l'esercito di Mosca ha scatenato un attacco massiccio impiegando 115 droni kamikaze Shahed 131/136; l'efficienza delle forze di difesa aerea ucraine è stata altissima, portando alla neutralizzazione di 95 vettori, ma l'impatto dei restanti droni ha comunque causato gravi criticità. In particolare, nei distretti di Mykolaiv e Voznesenskyi, gli invasori hanno mirato con successo a infrastrutture di trasporto e snodi energetici vitali, aggravando la situazione logistica della regione.

Il bilancio umano della giornata di ieri, 24 febbraio, data che segna i quattro anni dall'inizio dell'invasione su vasta scala, è stato pesantissimo. Nella regione di Zaporizhia, le forze occupanti hanno intensificato il fuoco con una ferocia senza precedenti, lanciando ben 643 attacchi contro 32 diversi insediamenti, provocando la morte di quattro persone. Non meno drammatica la situazione a Kherson, dove i bombardamenti russi hanno ucciso una persona e causato il ferimento di altre undici. Questi attacchi sistematici contro i centri abitati evidenziano la volontà del Cremlino di mantenere una pressione costante sui civili, mentre al fronte si combatte una logorante guerra di posizione.

Sul piano diplomatico, la giornata dell'anniversario ha visto Kiev diventare nuovamente il centro nevralgico della politica internazionale. Il Presidente Volodymyr Zelensky ha presieduto un vertice con i leader dei Paesi del Nord Europa e dei Paesi Baltici, focalizzato sulla costruzione di un'architettura di sicurezza che possa resistere nel tempo. Zelensky ha dichiarato con fermezza che l'obiettivo resta quello di ottenere una pace degna attraverso sforzi coordinati: “Il vertice tra Ucraina, Paesi del Nord Europa e Paesi Baltici ha come obiettivo principale il raggiungimento di una pace dignitosa e i nostri sforzi per raggiungerla. Separatamente, cerchiamo garanzie di sicurezza affidabili per prevenire nuove aggressioni e assicurare stabilità a lungo termine per tutta l'Europa. Apprezziamo la disponibilità dei Paesi del Nord Europa e dei Paesi Baltici a continuare ad assistere l'Ucraina: almeno 12,5 miliardi di euro per il sostegno alla difesa quest'anno e non meno di 918 milioni di euro per rafforzare la sostenibilità energetica” ha detto il leader ucraino.

Anche la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha voluto marcare la ricorrenza con un messaggio di solidarietà assoluta verso il popolo ucraino, sottolineando che il sostegno dell'Unione non verrà meno nonostante il trascorrere degli anni: “Siamo qui per onorare il coraggio del popolo ucraino. Avete salvato il vostro Paese, avete dato una possibilità alla resistenza europea. L'Europa sarà al vostro fianco per tutto il tempo necessario, con sostegno finanziario e militare, fino a quando non sarete liberi e sovrani”.

Parallelamente, da Mosca sono arrivate le consuete rivendicazioni di forza. Vladimir Putin, parlando attraverso i canali ufficiali dello Stato, ha ribadito la convinzione che la Russia sia destinata alla vittoria finale grazie alla superiorità del proprio apparato industriale e militare, affermando che “gli obiettivi prefissati dell'Operazione Militare Speciale saranno raggiunti senza dubbio alcuno”. (25 FEB – deg)

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