“Sui dazi c'è ancora molta incertezza anche se speriamo che la situazione si chiarisca subito, ma questo non deve indurre a mollare un partner strategico come gli Stati Uniti anche se è bene allargare lo sguardo ad altri mercati”. Lo afferma, in una intervista a La Verità, il presidente dell'Ice Matteo Zoppas, lodando inoltre il lavoro di coordinamento e di diplomazia che sta facendo il governo italiano con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il presidente dell'Istituto per il commercio con l'estero sottolinea che la situazione tra Donald Trump e la Corte Suprema è una questione interna americana da osservare con cautela e avverte che “più che i dazi, che confidiamo presto tornino ad una condizione di stabilità, è il cambio sfavorevole con il dollaro a penalizzare le imprese perché questo raddoppia l'onere delle tariffe”. Zoppas spiega che l'obiettivo è evitare una guerra commerciale seguendo l'invito della Farnesina e precisa che “non bisogna abbassare la guardia e fare il massimo dello sforzo per continuare a promuovere gli Usa, perché un'impresa che ha una consolidata penetrazione negli Stati Uniti usa questo come biglietto di presentazione per accreditarsi su altri mercati”. Riguardo alle possibili alternative, il vertice dell'Ice dichiara che “gli accordi col Mercosur e con l'India offrono una opportunità importante per compensare quello che sta accadendo negli Usa, ad esempio per il vino in India il passaggio dei dazi dal 150% al 20% è un'apertura incredibile”. Nonostante il clima di incertezza e il tira e molla sulle percentuali delle aliquote, Zoppas ribadisce la necessità di tenere i nervi saldi poiché “l'azione della diplomazia europea e italiana sta lavorando per tornare ad una situazione di stabilità e ogni categoria merceologica deve rispondere alla strategia che, dove c'è un varco con prospettive interessanti, vale la pena inserirsi e andare a vedere”.
Anche in una intervista a Milano Finanza Zoppas invita alla cautela: “Bisogna evitare ritorsioni, lasciare lavorare la diplomazia e sostenere concretamente le imprese”, “il punto vero è capire se le tariffe si sommeranno alle altre già esistenti: su questo ancora non abbiamo certezze e bisogna verificare bene i decreti attuativi”. In merito al sostegno al sistema produttivo, inoltre chiarisce che la strategia consiste nell'aiutare le aziende a lavorare il più possibile negli Usa ma allo stesso tempo “cercando con loro alternative per i nostri esportatori, penso al Mercosur, all'India, ma non solo”. Nonostante il rallentamento degli ultimi mesi, Zoppas ricorda che l'export italiano verso gli Stati Uniti è cresciuto del 7,2% nel 2025 nonostante i dazi e avverte che “se i dazi dovessero incidere ulteriormente qualcosa rischiamo di perderlo e il cambio euro-dollaro è un elemento cruciale da monitorare, per cui un eventuale intervento europeo potrebbe essere utile per mitigare gli effetti”. (25 feb - red)
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