di Paolo Pagliaro
Tra cassette di sicurezza nelle banche, casseforti nelle abitazioni e caveau variamente collocati, in Italia ci sono da 1200 a 1.500 tonnellate di oro in mani private. Il patrimonio in lingotti nella disponibilità delle famiglie è circa la metà di quello posseduto dalla Banca d’Italia e vale tra i 160 e i 200 miliardi. A questi vanno aggiunti i depositi in contanti che secondo le stime dell’ex Procuratore Francesco Greco valgono altri 150 miiliardi. Si tratta di ricchezza che sfugge al fisco e che spesso alimenta o è frutto di riciclaggio,
E’ un rapporto stretto quello tra evasione fiscale e riciclaggio, come spiega il nuovo rapporto Eurispes. Si alimenta reciprocamente attraverso strumenti giuridici come trust, fiduciarie e fondi; tecnologici come criptovalute; organizzativi come società zombie e imprese infiltrate dalla criminalità. Queste ultime operano come “cartiere”, con fatturati gonfiati, costi del personale irrisori e improvvisi fallimenti. In 20 anni la magistratura ne ha contate circa 100 mila, il 2% di tutte le imprese italiane. L’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia ha ricevuto in un anno 150 mila segnalazioni di operazioni sospette. Che sono difficili da arginare perché il riciclaggio ora avviene sempre più spesso sui mercati finanziari con scambi “ultraveloci” operati da algoritmi che sfuggono ai controlli. Nei suggerimenti Eurispes per il contrasto a questo tipo di fenomeni al primo posto c’è la necessità di un utilizzo più incisivo dell'intelligenza artificiale, strumento che le guardie devono imparare a utilizzare meglio dei ladri.
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione