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Minori, Onori (Az): affrontare vuoto normativo bambini senza documenti

Roma, 6 mar - È balzato all'attenzione dei media il caso di Pisa di un tredicenne, nato in Italia da genitori stranieri e ora in affidamento presso una famiglia italiana, che si trova in una sorta di limbo giuridico, non essendo stato registrato dai genitori biologici alla nascita e privo di un documento che gli permetta di oltrepassare i confini nazionali. "Un caso che è emerso sui giornali recentemente, ma non è un caso isolato - afferma Federica Onori, deputata Azione, che ha interpellato il governo in merito - sono diversi bambini che vivono questa situazione. Di quale situazione parliamo? Parliamo della situazione in cui un bambino, nato in Italia da genitori stranieri, si trova a non poter avere né la cittadinanza italiana, perché secondo la nostra normativa non può averla, ma neanche la cittadinanza estera dei genitori, ad esempio per inadempimento di atti amministrativi da parte dei genitori naturali. E non è neanche apolide, quindi è una situazione in cui non possiamo dare noi la cittadinanza italiana in caso di apolidia, come pure prevede la nostra norma,". "Questo bambino - ribadisce la parlamentare - si trova a non avere un documento valido per l'espatrio. In caso di bambini poi affidati a famiglie italiane, l'intera famiglia si trova a non poter espatriare. Parliamo quindi dell'impossibilità per questi bambini di fare delle gite d'istruzione, dei viaggi di formazione, delle trasferte sportive, di partecipare a tutte quelle esperienze educative e formative che i loro compagni di classe, i loro amici possono fare e loro non possono fare non perché c'è un vuoto normativo". Al governo, sottolinea Onori, "abbiamo chiesto oggi di provare a cercare insieme una soluzione che risolva questo tipo di situazioni: quale ufficio dovrebbe avere la responsabilità di coordinare anche la raccolta dei documenti per risolvere questo tipo di casi? Quali sono i tempi che queste famiglie possono sperare di affrontare? Perché la famiglia di Pisa, ad esempio, sono tanti anni che viene rimpallata da un ufficio all'altro con una perdita incredibile non solo di tempo, ma anche di risorse economiche e sembra che nessuno sappia davvero come si possa procedere per fare in modo che questi bambini abbiano poi il diritto di avere una vita normale, e quindi di affrontare anche le esperienze educative e formative che affrontano i loro coetanei, di non essere costantemente esclusi a causa di un'ingiustizia". (Po / Roc)

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