“Continuiamo a seguire con la massima attenzione gli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Il Governo italiano è al lavoro senza sosta, in contatto con i nostri alleati e con i partner della regione, per monitorare la situazione e tutelare la sicurezza dei cittadini italiani". Così su X la premier Giorgia Meloni, che aggiunge: "La priorità è proteggere i nostri connazionali e lavorare, insieme ai nostri principali partner e alleati, per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un ritorno alla diplomazia e al dialogo tra le parti. Allo stesso tempo stiamo vigilando
su tutti i fronti, dalla sicurezza agli effetti economici della crisi, valutando ogni possibile azione di mitigazione in questi ambiti. L’Italia continuerà a fare la sua parte con responsabilità e determinazione. Come concordato con il Parlamento, nei prossimi giorni sarò anche in Aula per riferire alle Camere”. Appuntamento previsto per mercoledì 11 marzo, mentre ieri in Parlamento si sono svolte le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani e della Difesa Guido Crosetto. La premier ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan: Meloni, spiega Palazzo Chigi, prima di tutto espresso “la sua solidarietà e vicinanza alla Turchia, partner strategico dell’Italia e alleato Nato a fronte dell’ingiustificabile attacco missilistico di cui è stata oggetto. I due presidenti hanno quindi avuto uno scambio sull’evoluzione della situazione regionale, anche sulla base dei contatti tenuti negli scorsi giorni dal Presidente Meloni con i diversi attori mediorientali, e sull’impatto a livello globale della crisi. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto”. “È una situazione complicata” quella che si sta verificando in Medio Oriente, “continuano i bombardamenti, tutta l'area del Golfo è in fiamme, quindi dobbiamo lavorare perché si possa arrivare a una conclusione in tempi più rapidi possibile della guerra”, ha detto oggi il ministro degli Esteri, parlando con i cronisti fuori dalla Camera. “Non è facile, sarà una questione che durerà settimane, quindi vedremo quello che accadrà”, ha aggiunto. “I trattati internazionali prevedono” la messa a disposizione delle basi “soltanto per motivi logistici, non sono basi per far partire azioni di bombardamento, sono le stesse regole che ha la Spagna”, ha ribadito Tajani. “La Francia invece ha dato le basi in Medio Oriente per fare azioni di guerra, noi no”, ha spiegato il titolare della Farnesina, che ha affermato di aver parlato anche con il segretario di Stato americano Marco Rubio, che “non ha neanche chiesto”. Poi, da parte del titolare della Farnesina, una stilettata a Parigi, che “ha fatto dichiarazioni per dire che gli Stati Uniti avevano violato il diritto internazionale” e “poi, per compiere quelle azioni, danno le basi per attaccare”; per il vicepremier la priorità del governo “è arrivare alla pace e salvare le vite degli italiani”. Questa mattina, infine. Matteo Salvini ha riunito i vertici della Lega per fare il punto sulla situazione alla luce delle tensioni internazionali e dell’avvicinarsi del referendum Giustizia. “La Lega - si legge in una nota - ritiene fondamentale concentrarsi sui temi economici. Per questo è già al lavoro su un ‘pacchetto energia’ a favore di famiglie e imprese con una serie di emendamenti al decreto già in discussione”. Inoltre la Lega ritiene “assolutamente prioritario creare una task force per individuare e colpire gli speculatori, che approfittando dei conflitti internazionali potrebbero decidere un incremento dei prezzi ingiustificato”. (Roc)
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