Nel giorno dell’ondata di “attacchi su larga scala” che hanno devastato Teheran, rivendicati da Israele con queste parole, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affidato alla sua piattaforma social Truth un messaggio che non lascia intravedere alcuno spiraglio di distensione: "Non ci sarà alcun accordo con l'Iran se non la resa incondizionata”. Dopo aver portato a termine gli obiettivi della sua amministrazione, che secondo il tycoon potrebbero essere raggiunti in quattro o cinque settimane, come ha rivelato lui stesso nel corso di un’intervista al Time, il presidente americano ha manifestato l’intenzione di selezionare un nuovo “leader grande e accettabile”, ha fatto sapere tramite social. “Noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati e partner lavoreremo instancabilmente per salvare l'Iran dall'orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai", ha scritto, lanciando poi la sigla “MIGA” (“Make Iran Great Again”), riadattando il suo slogan “MAGA”. Lo Stretto di Hormuz, dal quale passa un quinto del petrolio mondiale, continua a risentire del clima di guerra che sta imperversando in Medio Oriente, con l’Iran che ha preso di mira una petroliera statunitense, mandandola in fiamme e rivendicando il controllo “totale” del passaggio strategico. Non si placano le ostilità neanche in Libano, che nella notte ha subito, da parte delle forze israeliane, un imponente bombardamento sulla sua capitale, Beirut: l’attacco avrebbe raso al suolo il quartiere generale di Hezbollah, secondo quanto dichiarato da Israele, contro cui è in corso una risposta militare con razzi e droni dell’organizzazione sciita libanese. Le massicce evacuazioni di massa nella periferia di Beirut e nella valle della Beqa "rendono molto difficile per la popolazione rispettarle e quindi mettono in discussione la loro efficacia”, ha scritto in una dichiarazione Ravina Shamdasani, la portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha poi sottolineato come gli attacchi contro edifici residenziali stiano “portando ulteriore miseria e sofferenza a una popolazione civile già esausta”. (sio – 6 mar)
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