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Pakistan-Afghanistan
droni, missili e droga

Pakistan-Afghanistan <br> droni, missili e droga

di Piero Innocenti

Dopo la beve tregua dell’ottobre 2025, in queste ultime settimane si è riacceso il conflitto Pakistan-Afghanistan e sono ripresi i bombardamenti sul confine con l’uso di droni e missili. L’obiettivo militare dichiarato di Islamabad sarebbe quello di colpire i gruppi terroristici sempre più aggressivi  nei confronti del Pakistan dove, nei giorni scorsi, sono scoppiate una serie di proteste popolari per l’ uccisione in Iran della Guida Suprema Ali Khamenei. La storia del Pakistan ( che è un miscuglio di etnie, religioni e culture diverse) è stata ipotecata da una serie di dittature militari. Dal 1956 è una Repubblica con carattere dichiaratamente confessionale, a struttura federale. Il territorio è diviso in quattro province, che godono di ampia autonomia amministrativa e politica.
Alcune aree del paese, però, o perché presentano caratteristiche socioeconomiche e culturali particolari o per il loro valore strategico, godono di uno speciale ordinamento. E’ il caso del territorio al confine con l’Afghanistan, occupato da popolazioni tribali cui non si applica il codice penale dello Stato, ma un regolamento in vigore fin dai tempi della colonizzazione inglese. Qui esercitano i diritti elettorali solamente i capi tribù;  i reparti dell’esercito presenti nel territorio sono a reclutamento locale, sicché si può affermare, con buone ragioni, che questa zona si sottrae sostanzialmente al controllo del  governo federale.


Per quanto riguarda i gruppi criminali organizzati, nei territori del nord questi sono generalmente conosciuti come i “commercianti di Gandaf”, dalla città in cui hanno la loro sede, sulle rive del lago Tarbela; si dedicano anche ad attività legali, ma praticano il contrabbando per ogni tipo di merce rifornendo di eroina e hashish non solo il mercato interno ma anche, attraverso il porto di Karachi, quello internazionale. Gestiscono in proprio laboratori di raffinazione.
C’è, poi, la “mafia degli afridi”, una tribù di contrabbandieri e razziatori che controlla il passo di Khyber, la più importante via di accesso dal nord al territorio indiano. Sono di etnia patta e hanno una cultura basata sulla bellicosità e l’affermazione individualistica.  Il loro capo Malik Wali Khan Khel, era ben noto negli anni Ottanta  come gestore dell’eroina del Khyber, ma era stato anche parlamentare e uomo politico spregiudicato: si era alleato con il governo filosovietico di Kabul per vendicarsi del governo pakistano che gli aveva distrutto i laboratori e le abitazioni. Nel Belucistan i veri signori del territorio ( e degli affari) sono i capi tribù locali, detti sardars. Qui fiorisce indisturbato il traffico degli stupefacenti ( e la raffinazione) anche a causa della presenza massiccia  di trafficanti iraniani giunti dopo la rivoluzione khomeinista di molti anni fa. Questi leader tribali, gestori del narcotraffico, operano in stretta connessione con i banditi di strada contro i quali le forze di polizia riescono a riportare successi solo parziali e temporanei.


Il Punjab è la più ricca, popolata e importante delle  province, sede del potere  politico ed economico. Non poteva, quindi, sfuggire all’acquisizione di un ruolo di rilievo anche nel settore del consumo e traffico di stupefacenti ( del Punjab, peraltro, sono gran parte dei pakistani arrestati in Italia per spaccio e traffico di eroina). Karachi resta sempre il centro privilegiato del traffico ( ma anche del consumo) in quanto dotata di porto, aeroporto e nodo viario di notevole importanza per il passaggio costiero verso l’India. Dal porto di Karachi e soprattutto dalla costa circostante, paludosa e assai poco controllabile, partono piccole imbarcazioni che, in mare aperto, riforniscono i grandi mercantili diretti verso il Mar Rosso e lo Yemen da dove i carichi arrivano all’Europa del sud. A Hyderabad è consistente la presenza di gruppi criminali costituiti per lo più da rifugiati politici indiani che praticano il contrabbando di armi, stupefacenti, alcol e sfruttamento della prostituzione.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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