Roma, 11 mar - Il carico burocratico in sanità rappresenta una criticità sistemica, soprattutto in oncologia. Secondo alcune stime, le attività amministrative come modulistica, inserimento dati e compilazione schede Aifa possono arrivare ad assorbire fino al 50% del tempo lavorativo dei clinici, penalizzando il dialogo medico-paziente e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale. Il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, cui aderiscono quasi 50 associazioni dei pazienti, insieme al Collegio italiano dei primari oncologi medici ospedalieri (Cipomo) portano all’attenzione delle Istituzioni il problema dell’eccessiva burocratizzazione in corsia e sollecitano proposte di indirizzo finalizzate a trovare soluzioni concrete per liberare dai legacci amministrativi i clinici e favorire il tempo clinico. Con l’incontro di oggi sul tema della deburocratizzazione delle attività dell’oncologo siglata ufficialmente la partnership tra Il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” e il Cipomo, che segue e rafforza anni di vicendevole e fattiva collaborazione. Una partnership che mira a unire le forze e le competenze di clinici, pazienti, istituzioni il Sistema sanitario nazionale.
“Cipomo partecipa da molti anni attivamente al progetto di advocacy del Gruppo ‘La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovereì fornendo competenze scientifiche, cliniche e organizzative che ci aiutano ad affrontare le criticità della rete oncologica, non ultimo la carenza di personale medico e infermieristico e di risorse, portando le nostre istanze alle Istituzioni – dichiara Annamaria Mancuso, presidente di Salute Donna ODV e Coordinatrice del Gruppo - e si pone come forum di incontro, dialogo e confronto per definire in accordo con la buona politica strategie collaborative e condivise sui punti chiave in Oncologia che stanno a cuore a medici e pazienti”. “Il carico burocratico che grava sugli oncologi medici ospedalieri – dichiara Paolo Tralongo, presidente Cipomo – rappresenta oggi una delle principali criticità organizzative del sistema sanitario, aggravata dalla crescente carenza di personale. Per questo Cipomo ha istituito un Gruppo di Lavoro sulla deburocratizzazione, con l’obiettivo di contribuire al dibattito nazionale con proposte concrete di semplificazione delle attività cliniche. Oggi il tempo dedicato agli adempimenti amministrativi ha raggiunto proporzioni patologiche, sottraendo spazio alla cura dei pazienti, aumentando inefficienze e costi per il SSN, allungando le liste di attesa e alimentando la disaffezione verso la professione, con un impatto negativo sulla qualità dei servizi”.
“Sicuramente togliere la burocrazia vuol dire mettere a disposizione più tempo in favore dei pazienti. Questo è uno degli obiettivi, che anche come Intergruppo Insieme per un impegno contro il cancro cerchiamo di portare a termine -afferma Vanessa Cattoi, deputata della Lega e presidente dell’Intergruppo Insieme per un impegno contro il cancro - Questa nuova collaborazione con Cipomo, e soprattutto anche i dati che sono emersi dall'analisi di Cipomo ci permetteranno sicuramente di inserire delle azioni legislative in modo opportuno nei prossimi provvedimenti, per fare in modo che queste non rimangano solo delle richieste ma che vengano finalizzate attraverso degli atti. Il risultato da raggiungere è quello di porre al centro il paziente e cercare di togliere tutto l'onere burocratico per fare in modo che effettivamente il tempo dedicato al paziente sia il vero tempo della diagnosi. In questo io ritengo che lo strumento del Pnrr che dovrà essere messo a terra, necessariamente dentro quest'anno, possa favorire questo processo soprattutto per la parte della digitalizzazione e della parte della cartella clinica. Penso alla mia realtà nel Trentino Alto Adige – afferma la parlamentare - dove questa è presente ormai da diversi anni, dove questo carico burocratico l'abbiamo già trattato da tempo ma ritengo opportuno e importante che da nord al sud del Paese ci sia questa finalizzazione di obiettivi e che si arrivi veramente ad avere questo strumento, perché può effettivamente portare a scaricare l'onere dell'operatore oncologico, che sia esso un medico, che sia un operatore sanitario. in favore invece del paziente”. (PO / Roc)
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