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DIRITTO INTERNAZIONALE
MELONI: ONU INEFFICACE

DIRITTO INTERNAZIONALE <BR> MELONI: ONU INEFFICACE

“Io credo che l'organismo che avrebbe la competenza di difendere il diritto internazionale siano le Nazioni Unite. Solo che noi sappiamo che c'è un problema di efficacia delle Nazioni Unite: è un dibattito che ho tentato di portare all'attenzione di questo Parlamento, non soltanto citando l'anomalia di un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che invada, a fini di annessione, un proprio vicino, ma citando anche fatti non meno gravi. Come l'ultimo, che ci racconta come un mese dopo che il regime degli Ayatollah ha massacrato migliaia di pacifici manifestanti per le strade, le Nazioni Unite abbiano scelto come vicepresidente della commissione che — tra le altre cose — si occupa di lotta alla violenza, un esponente del regime iraniano. Un problema oggettivamente c'è, e su quel problema vale la pena parlare. Lo dico anche per ricordare che l'Italia è impegnata da tempo — e non solo con l'avvento di questo governo, già da prima — sul tema della riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e sul tema complessivo di una riforma seria, efficace ed efficiente delle Nazioni Unite”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nella serata di ieri alla Camera dei deputati nella replica alla discussione sulle comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

ENERGIA. “Un passaggio veloce sulla questione degli ETS: il prezzo marginale dell'energia elettrica è stabilito dal gas mediamente nel 55% delle ore. Quindi, nel 55% delle ore, famiglie e imprese pagano sull'energia una sovrattassa dovuta agli ETS che non è giustificata. Questo è il tema che noi poniamo. Non capisco francamente perché dovremmo lasciare questo margine speculativo alle aziende energetiche”, ha detto la premier.

GAZA. Per quanto riguarda la tragedia nella Striscia, “Da una parte – ha dichiarato Meloni – ci dicono che a Gaza la guerra di fatto non è finita, e sapevamo che sarebbe stata una tregua molto fragile. Dall'altra però ci dicono anche che noi non dovremmo partecipare là dove si discute di come rafforzare un piano di pace che è l'unica opzione che attualmente abbiamo sul tavolo. Quel luogo — figlio di una risoluzione delle Nazioni Unite, al quale partecipano tutti i Paesi della regione e tutti gli attori coinvolti — è il Board of Peace”. “Noi abbiamo deciso – prosegue Meloni – di non aderire al Board of Peace, ma non vedo perché dovremmo rinunciare a portare il nostro contributo a quel confronto e a quelle discussioni. Io so che quello è il luogo dove oggi si sta discutendo come si rafforza e si implementa l'unico piano di pace che abbiamo sul tavolo. E proprio perché ho a cuore Gaza — anche quando non c'è più la guerra e forse non è più utile per il nostro dibattito — ritengo che l'Italia debba partecipare alle discussioni e portare il suo contributo, che non toglie nulla a nessuno, che non vincola nulla a nessuno, che certamente non vincola noi, ma che può offrire un aiuto. Questa è la posizione che l'Italia ha portato, e non è la posizione dell'Italia soltanto: vi ricordo che è la stessa posizione che con noi ha condiviso la stragrande maggioranza dei Paesi europei e la Commissione europea. Proprio perché tutti capiscono l'importanza di partecipare alla discussione e tutti capiscono quanto sarebbe sbagliato autoescludersi da una dinamica così importante — molto più importante per il nostro futuro e per il nostro quadrante geopolitico di quanto lo sia per gli altri attori presenti in quella realtà”, ha concluso Meloni.

(12 MAR - lug)

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