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Referendum, Valente (Pd): da femministe diciamo No, riforma indebolisce diritti donne

Roma, 18 mar - "Questa riforma mette a rischio il senso del limite che è alla base della democrazia e potrebbe avere ricadute pesanti anche sui diritti delle donne". Lo ha detto Valeria Valente, senatrice del Partito democratico, a margine della conferenza stampa in Senato per la presentazione dell’appello “femministe per il No” al referendum sulla giustizia. Nei giorni in cui la campagna referendaria entra nelle sue battute finali, Valente rilancia una chiave di lettura politica e culturale della riforma, legandola al pensiero femminista. "Il femminismo – ha spiegato – si è sempre caratterizzato per una scelta fondamentale: il senso del limite. È il contrario dell’idea di un potere che si percepisce come assoluto, come è accaduto storicamente con il dominio maschile. Senza questo limite non c’è spazio né per la relazione né per il confronto, e quindi neanche per la democrazia". Secondo la senatrice dem, proprio questo principio sarebbe stato disatteso nel metodo e nel merito della riforma. "Non c’è stato confronto – ha sottolineato – ma soprattutto, se guardiamo questa riforma insieme alle altre, dal premierato alla legge elettorale, emerge il tentativo di un potere di affermarsi come unico, sottraendosi a controlli e contrappesi". Un’impostazione che, a suo avviso, entra in rotta di collisione con i principi dello Stato di diritto. Valente ha quindi posto l’accento sulle possibili conseguenze concrete. "Una magistratura meno indipendente e autonoma – ha avvertito – rischia di non garantire più adeguatamente la tutela dei diritti. Se il pubblico ministero dovesse finire sotto l’esecutivo, è facile immaginare che, nella scala delle priorità, le donne possano finire in coda". Un rischio legato, ha spiegato, a squilibri di potere ancora radicati nella società e nella politica, che potrebbero riflettersi anche sull’azione giudiziaria. Nel mirino anche il possibile impatto sulla lotta alla violenza maschile contro le donne. "Una magistratura più permeabile a pressioni, lobby e poteri forti – ha aggiunto – potrebbe ridimensionare l’attenzione su questi temi, che invece devono restare centrali".
(PO / Sis)

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