Roma, 26 mar - "L'acqua è una risorsa scarsa e i cittadini devono essere al primo posto. Con i certificati blu possiamo prevenire che i rubinetti rimangano chiusi". Lo ha dichiarato Patty L'Abbate, deputata del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, al termine della tavola rotonda che ha presieduto sul tema dei permessi idrici negoziabili e della circolarità dell'acqua. L'iniziativa ha riunito imprese, Ispra e rappresentanti del Ministero dell'Ambiente per avviare un lavoro condiviso sulla gestione sostenibile della risorsa idrica, nel quadro della proposta di legge sulle "Disposizioni per la gestione e l'utilizzazione sostenibili delle risorse idriche". "Questo è l'inizio di un lavoro", ha spiegato L'Abbate, sottolineando l'importanza di mappare quella che lei definisce "l'impronta dell'acqua": "Prima di capire dove devi andare a sistemare le cose, devi individuare le criticità, dove eliminare le perdite e gli sprechi, anche nel modo in cui creiamo i nostri prodotti". La deputata ha poi rimarcato il valore del confronto in corso: "Oggi c'erano tutte le imprese, ma c'era anche l'Ispra e il Ministero dell'Ambiente. Tutti insieme, ognuno portando le particolarità delle proprie conoscenze, si può creare questo sistema". Sul piano geopolitico, L'Abbate ha collegato la crisi idrica globale agli scenari di conflitto internazionale: "Tutti sanno che le guerre vengono fatte per accaparrarsi le risorse limitate. Allora ditemi: cosa c'è di più limitato dell'acqua?". E ancora: "Il cambiamento climatico esiste e questo significa che l'acqua continua a diminuire, la popolazione aumenta, l'utilizzo dell'acqua aumenta. È a mio avviso la prima risorsa da mettere al primo posto, da tutelare". La parlamentare ha quindi rivolto un appello diretto all'esecutivo: "Vogliamo che questo governo lo capisca e vada con azioni concrete in questa direzione".
I cosiddetti certificati blu - permessi negoziabili che incentivano il risparmio e il riuso dell'acqua nei processi produttivi, sul modello dei certificati bianchi per l'efficienza energetica - rappresentano lo strumento al centro della proposta. L'obiettivo è costruire partenariati pubblico-privato capaci di ridurre gli sprechi lungo tutta la filiera, partendo dalla definizione della water footprint fino alle implicazioni tecniche, legali e fiscali. Il tema è quanto mai urgente: l'Italia preleva in media 30 miliardi di metri cubi d'acqua l'anno, con perdite nelle reti di distribuzione che nel 2022 hanno raggiunto il 42,4% dell'acqua immessa - pari a 3,4 miliardi di metri cubi dispersi. Un dato sostanzialmente stazionario rispetto al 2020, che fotografa lo stato di inefficienza strutturale di molte infrastrutture idriche nazionali. Nel contesto della Water Resilience Strategy europea, invertire questa tendenza non è più rinviabile.
(PO / Sis)
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