L'Aula del Parlamento europeo ha approvato oggi l'avvio dei negoziati con il Consiglio UE sul nuovo quadro giuridico per il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi privi del diritto di soggiornare nell'Unione. Un primo ciclo di colloqui con la Presidenza cipriota è atteso a breve. Il nuovo regolamento introduce un sistema più stringente rispetto alla normativa vigente. I cittadini di paesi terzi destinatari di una decisione di rimpatrio saranno obbligati a cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio dell'Ue: in caso di mancata cooperazione, è prevista la possibilità di detenzione fino a 24 mesi. Il testo consente inoltre di effettuare rimpatri verso paesi terzi sulla base di accordi con gli Stati membri e/o l'Ue, aprendo esplicitamente alla possibilità di utilizzare i cosiddetti hub di rimpatrio esterni all'Unione — sul modello dei centri realizzati dall'Italia in Albania. Sono previste norme più severe per le persone “che rappresentano un rischio per la sicurezza,” oltre a un rafforzamento del sostegno finanziario e operativo dell'Ue e delle sue agenzie agli Stati membri. Il voto ha immediatamente accentuato le divisioni tra gli schieramenti politici. Per la Lega, si tratta di una vittoria. "Dopo anni di politiche inefficaci e ideologiche, l'Europa compie finalmente un passo nella giusta direzione", ha dichiarato l'europarlamentare Susanna Ceccardi, che ha seguito il dossier in commissione Libe. "Il testo introduce procedure più rapide per i rimpatri, contrasto ai ricorsi strumentali e sanzioni efficaci per chi non collabora con le autorità", ha aggiunto, rivendicando il ruolo della Lega e dei Patrioti nel sostenere "con determinazione" la linea di fermezza. "Quando il centrodestra europeo è unito, l'Europa può davvero cambiare rotta", ha concluso Ceccardi. Di segno opposto la reazione dell'eurodeputata del Pd Cecilia Strada, che ha definito il provvedimento un "regolamento deportazioni". "La destra italiana, quella che dice di difendere la famiglia e i bambini, oggi ha votato per mettere in galera fino a due anni le famiglie con bambini e i minori non accompagnati", ha attaccato. "Le scene che abbiamo condannato negli Usa, i bambini di cinque anni portati via dalla polizia, potranno diventare realtà in Europa". Strada ha respinto anche l'argomento della sicurezza: "Queste leggi agghiaccianti mineranno le nostre società, aumenteranno la paura e spingeranno persone innocenti a nascondersi. È il contrario della sicurezza".
In occasione del voto, venti organizzazioni della società civile impegnate nella tutela di bambini e adolescenti — tra cui Save the Children, Amnesty International Italia, Caritas Italiana, Oxfam, Intersos, Defence for Children International Italia e Terre des Hommes Italia — hanno lanciato un appello urgente chiedendo al Parlamento di respingere il compromesso raggiunto il 9 marzo tra PPE, ECR e PfE. Secondo le organizzazioni firmatarie, il testo "mette seriamente a rischio migliaia di minori soli e famiglie con bambini, ignorando principi fondamentali del diritto europeo e internazionale". Le critiche si concentrano su più fronti. Il compromesso non introdurrebbe alcuna procedura chiara per valutare il superiore interesse del minore prima dell'adozione o dell'esecuzione di una decisione di rimpatrio. La detenzione fino a 24 mesi sarebbe applicabile anche a famiglie con bambini e minori non accompagnati, in contrasto con le indicazioni di numerosi esperti di tutela dell'infanzia. Le organizzazioni segnalano inoltre il rischio di rimpatri verso paesi con cui i minori non hanno alcun legame significativo, esponendoli a "trasferimenti traumatici e condizioni di vulnerabilità estrema".
(PO / Sis)
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