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direttore Paolo Pagliaro

CONFINDUSTRIA ATTACCA
IL GOVERNO
SUL DECRETO FISCO

CONFINDUSTRIA ATTACCA <BR>IL GOVERNO <BR>SUL DECRETO FISCO

È scontro tra il governo guidato da Giorgia Meloni e Confindustria sul nuovo decreto fiscale approvato in Consiglio dei ministri il 27 marzo. Al centro della polemica c’è la revisione del credito d’imposta legato al piano Transizione 5.0, che secondo le imprese rischia di penalizzare chi aveva già investito. A sollevare le critiche è stato il vicepresidente di Confindustria Marco Nocivelli, che parla di misure "molto penalizzanti" per le aziende che avevano prenotato il bonus tra il 7 e il 27 novembre 2025. Il decreto, infatti, introduce un taglio del 65% dell’agevolazione, con il rischio - secondo gli industriali - di mettere in difficoltà realtà che avevano già sostenuto investimenti significativi, aggravando problemi di liquidità in una fase economica delicata. Non solo. Tra i punti più contestati c’è anche l’esclusione di alcuni investimenti in energie rinnovabili, in particolare nel fotovoltaico ad alta efficienza, che molte imprese avevano acquistato facendo affidamento sulle regole precedenti. Una scelta che, secondo Confindustria, rappresenta una rottura rispetto alle rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi dai ministri Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso e Tommaso Foti. Dal governo, però, arriva una linea diversa. Il ministro dell’Economia Giorgetti ha parlato della necessità di rivedere le priorità alla luce di uno “shock esterno” che impone scelte selettive su come destinare le risorse pubbliche: dalle imprese energivore al settore dei trasporti, fino agli interventi sulle accise. er evitare un’escalation nei rapporti con il mondo produttivo, l’esecutivo ha aperto alla possibilità di un confronto. Palazzo Chigi ha annunciato l’intenzione di avviare a breve un tavolo con le categorie interessate, nel tentativo di ricucire lo strappo. Una richiesta rilanciata con forza anche dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che ha sottolineato l’urgenza di ristabilire un dialogo: la fiducia tra istituzioni e imprese, ha avvertito, non può venir meno.

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