Artemis II è in volo verso la Luna. Alle 00:35 ora italiana di questa notte, il razzo Space Launch System della NASA è decollato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral portando quattro astronauti in viaggio verso la Luna per la prima volta in oltre cinquant’anni. A bordo della capsula Orion si trovano il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover (primo astronauta afroamericano che lascia l’orbita bassa terrestre) e la specialista di missione Christina Koch della NASA (prima donna destinata a orbitare attorno alla Luna), insieme a Jeremy Hansen, dell’Agenzia spaziale canadese (primo canadese in una missione lunare). La missione di circa dieci giorni li porterà a circumnavigare la Luna . che raggiungerà in circa 4 giorni -, con la possibilità di stabilire un nuovo record di distanza dalla Terra per un essere umano, superando quello dell’Apollo 13 del 1970, fino a circa 402mila chilometri dal nostro pianeta. Al ritorno, la capsula Orion entrerà nell’atmosfera terrestre a oltre 40mila km/h. Una velocità estrema, necessaria per verificare che lo scudo termico regga condizioni al limite. L’obiettivo principale della missione Artemis 2 è quello di gettare le basi per il ritorno di esseri umani sulla superficie lunare, con la possibilità in futuro di consentire lunghe permanenze. Nello specifico la missione si concentrerà sulla dimostrazione della capacità dell’equipaggio e dei sistemi della navicella Orion di volare nello spazio profondo e tornare sulla Terra, testando il supporto vitale, la navigazione e la comunicazione ottica, per la trasmissione ad alta velocità Luna – Terra. La missione testerà inoltre lo Space Launch System con un equipaggio a bordo, validando le procedure di rientro, compresa la dimostrazione della guida di Orion in un ambiente senza Gps. L’Agenzia Spaziale Italiana ha vissuto il lancio in prima fila, riunendo esperti, rappresentanti dell’industria e giornalisti presso la sua sede, per condividere un momento storico dell'esplorazione spaziale e valorizzare il contributo italiano alle missioni internazionali. La serata, trasmessa in diretta streaming su AsiTV, ha offerto un racconto dettagliato della missione con interventi di esperti ASI e dell’industria, e collegamenti in diretta sia dal Kennedy Space Center che dal centro multi-missione ALTEC di Torino. Ad aprire la serata, il direttore generale dell’ASI Luca Vincenzo Maria Salamone, seguito da Mario Cosmo, direttore Scienza e Innovazione e dai ricercatori della Direzione Scienza e Innovazione, Simone Pirrotta, Francesco Latini, Simone Illiano e Marco Cicala. Per l’industria sono intervenuti Massimo Claudio Comparini, Leonardo, managing director della divisione spazio di Leonardo, Franco Fenoglio, direttore dei programmi di esplorazione planetaria umana e robotica, Thales Alenia Space Italia, Cristina Valente, capo unità mercato ESA/ASI, Telespazio e Cesare Capararo, capo dei programmi ALTEC in collegamento da Torino. Dal Kennedy Space Center ha partecipato Raffaele Mugnuolo, responsabile esplorazione e infrastrutture orbitanti di ASI, per approfondire il ruolo dell’ESA e dell’Italia nella missione. “Il successo del lancio di Artemis II segna un momento davvero storico per l’esplorazione spaziale. Dopo più di mezzo secolo, l’umanità torna a viaggiare verso la Luna. È l’inizio di una nuova fase della nostra presenza nello spazio profondo e un passo fondamentale verso le future missioni lunari e, in prospettiva, verso Marte” ha commentato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente. “Per l’Italia, e per l’Agenzia Spaziale Italiana, questo traguardo ha un significato particolare. Il nostro Paese è stato tra i primi firmatari degli Artemis Accords con la NASA, contribuendo fin dall’inizio a promuovere una cooperazione internazionale basata su trasparenza, sostenibilità e uso pacifico dello spazio. Nel complesso di questo grande programma globale l’Italia ha un ruolo di grande rilievo: contribuiamo allo sviluppo delle infrastrutture chiave delle missioni Artemis, dai moduli abitativi a quelli di servizio, alle comunicazioni Terra/Luna fino al progetto MPH Multi-Purpose Habitat, la futura casa dell’ASI che ospiterà agli astronauti sul nostro satellite naturale. Artemis II non è solamente una missione di test ma il primo passo concreto di un programma che punta a costruire una presenza umana stabile anche sulla superficie della Luna, preparando allo stesso tempo le tecnologie necessarie per le future missioni verso Marte. Il successo di questo lancio dimostra ancora una volta quanto la cooperazione internazionale sia fondamentale per affrontare le grandi sfide dell’esplorazione spaziale. L’Italia, attraverso l’ASI e la sua filiera scientifica e industriale, continuerà a contribuire con competenze e innovazione a questa nuova era dell’esplorazione umana dello spazio”. (2 apr - red)
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