Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

LE PAROLE DEL TYCOON
SPAVENTANO I MERCATI

LE PAROLE DEL TYCOON <BR> SPAVENTANO I MERCATI

Le dichiarazioni sulla guerra in Iran fatte nel discorso alla Nazione da Donald Trump hanno agito come un acceleratore di incertezza su mercati che, nelle ore precedenti al discorso, avevano tentato una timida stabilizzazione. L’ambivalenza tra la promessa di una conclusione rapida e l’annuncio di nuovi attacchi “con estrema durezza” ha spinto gli operatori verso una strategia di copertura, interrompendo bruscamente il trend ribassista che aveva portato il greggio sotto la soglia dei 100 dollari. La reazione immediata dei benchmark internazionali riflette il timore che la retorica della Casa Bianca non corrisponda a una reale capacità di riaprire le rotte commerciali in tempi brevi, lasciando il sistema energetico globale in uno stato di sospensione forzata.

L'IMPENNATA DEI BENCHMARK E LA SFIDUCIA NELLA “RIAPERTURA NATURALE”. Il Brent e il WTI hanno registrato balzi significativi, con il riferimento europeo che è tornato a scambiare sopra i 105 dollari al barile e il greggio americano che ha riguadagnato la quota dei 103 dollari. Questo rialzo non è stato dettato solo dalla minaccia militare, ma soprattutto dallo scetticismo con cui gli analisti finanziari hanno accolto l'idea che lo Stretto di Hormuz possa riaprirsi “semplicemente in modo naturale”. Per i trader, il blocco dello stretto rappresenta una realtà fisica che non può essere risolta con una formula retorica; la mancanza di un piano operativo per scortare le petroliere o per bonificare le acque dalle mine iraniane suggerisce che il premio al rischio sulle forniture rimarrà elevato per settimane, se non per mesi.

LA DIVERGENZA DEGLI ASSET E IL RAFFORZAMENTO DEL DOLLARO. Un aspetto peculiare della sessione successiva al discorso riguarda la divergenza tra i diversi asset rifugio. Mentre il petrolio saliva, il dollaro americano ha mostrato una forza notevole rispetto alle principali valute mondiali, agendo come unico vero porto sicuro in un clima di “Flight to Quality”. Questo fenomeno indica che gli investitori stanno scommettendo sulla capacità degli Stati Uniti di capitalizzare la crisi, seguendo il suggerimento di Trump ai partner internazionali di acquistare greggio americano. Tuttavia, la pressione inflattiva generata dal costo dell'energia ha appesantito i listini azionari globali, con i futures su Wall Street e le piazze asiatiche che hanno virato in territorio negativo, riflettendo il timore di una stagflazione indotta dal conflitto.

LE PROSPETTIVE PER LE CATENE DI APPROVVIGIONAMENTO GLOBALI. L'invito presidenziale ai paesi colpiti a “farsi coraggio” e proteggere autonomamente il passaggio nello Stretto è stato interpretato dai mercati come un segnale di parziale disimpegno statunitense dalla funzione di garante della sicurezza marittima globale. Questo approccio delegante introduce una nuova variabile di rischio: la possibilità di una frammentazione della sicurezza nelle rotte del petrolio, dove ogni nazione o blocco commerciale potrebbe dover organizzare proprie scorte armate. Una simile prospettiva non fa che alimentare la volatilità, poiché sposta l'onere della stabilità dai trattati internazionali all'iniziativa dei singoli attori, rendendo le previsioni sui costi di trasporto e assicurazione delle merci estremamente complesse e onerose per l'economia globale. (2 APR – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero