Il bilancio d’esercizio 2025 del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane segna un punto di svolta fondamentale per la principale infrastruttura di mobilità del Paese. Dopo un 2024 archiviato con una perdita di 208 milioni di euro, i dati presentati ieri descrivono una realtà in decisa ripresa, capace di tornare in territorio positivo con un utile netto di 30 milioni di euro. Sebbene il valore assoluto possa apparire contenuto rispetto alle dimensioni industriali del Gruppo, il dato assume un valore simbolico e strategico straordinario: rappresenta un’inversione di tendenza del 115% in termini di crescita dei risultati netti, confermando l’efficacia della gestione guidata dall’Amministratore Delegato Stefano Antonio Donnarumma (NELLA FOTO).
Il ritorno alla redditività è il cuore pulsante di una relazione finanziaria che guarda con ottimismo al futuro. L'obiettivo dichiarato dal management è ambizioso: raggiungere i 500 milioni di utile e un fatturato di 20 miliardi di euro entro il 2029. Per sostenere questa traiettoria, il Gruppo sta agendo su più leve, a partire dall'efficientamento energetico. Essendo FS il primo consumatore di energia elettrica in Italia, la sfida è quella di abbattere la bolletta del Gruppo di almeno 100 milioni di euro nei prossimi tre anni, un risultato che appare alla portata nonostante l'instabilità degli scenari geopolitici internazionali che continuano a influenzare i mercati delle materie prime.
Un’analisi attenta dei flussi di cassa rivela che, se da un lato il mercato domestico continua a essere il pilastro fondamentale — con un incremento dei ricavi da traffico nazionale pari a 79 milioni di euro rispetto all'anno precedente — dall'altro è la proiezione internazionale a fornire la spinta più vigorosa. Il fatturato generato oltre confine è balzato a 233 milioni di euro, segnando un incremento del 20%. Questo successo è trainato in particolare dalle attività in Germania, dove la controllata Netinera sta ottenendo risultati d'eccellenza, ma anche dal consolidamento delle rotte in Francia e Spagna. La strategia di “giocare all'attacco” sui mercati europei si sta rivelando una scelta lungimirante, soprattutto in vista dell'aumento della concorrenza interna.
Il panorama ferroviario italiano sta infatti vivendo una trasformazione simile a quella avvenuta nel settore delle telecomunicazioni o del trasporto aereo. Se oggi Trenitalia deve confrontarsi principalmente con Italo nel segmento dell’Alta Velocità, l'orizzonte del 2027 vede l'ingresso dei francesi di Sncf, pronti a dare battaglia sui binari italiani. In questo contesto di crescente competizione continentale, la capacità di FS di diversificare i ricavi all'estero diventa una garanzia di stabilità finanziaria nel lungo periodo. Per competere a questi livelli, però, occorrono risorse costanti e una flotta all'avanguardia.
Proprio sul fronte del materiale rotabile, il 2025 ha visto l’esordio del nuovo Frecciarossa 1000: dopo il debutto del primo esemplare a settembre, sono già sei i convogli di nuova generazione in servizio, pronti a sfidare i Tgv francesi. Ma i numeri record non riguardano solo i treni. Nel corso dell'ultimo anno, il Gruppo ha effettuato investimenti tecnici per la cifra storica di 18,3 miliardi di euro. Si tratta di una massa d'urto finanziaria senza precedenti, alimentata sia da risorse proprie sia dai fondi europei del PNRR. Questi capitali sono stati riversati in opere strategiche che stanno ridisegnando la geografia economica dell'Italia: l'Alta Velocità tra Brescia, Verona, Vicenza e Padova sta finalmente prendendo corpo, così come procedono i lavori sul Terzo Valico dei Giovi, sulla Napoli-Bari e sulla dorsale siciliana Palermo-Catania-Messina.
L'impatto di questa crescita si riflette direttamente anche sul piano occupazionale. Con 8.515 nuove assunzioni effettuate nel solo 2025, la forza lavoro totale del Gruppo ha ormai raggiunto la soglia dei 97.000 dipendenti. Questo massiccio piano di inserimenti non serve solo a gestire l'ordinario, ma è funzionale alla manutenzione di un’infrastruttura sempre più complessa e alla gestione di una flotta in espansione. Tuttavia, gli analisti avvertono: quando la spinta del PNRR si esaurirà, il Gruppo dovrà essere pronto a camminare esclusivamente sulle proprie gambe, individuando fonti di finanziamento alternative per sostenere l'ammodernamento tecnologico necessario a restare leader in Europa.
il bilancio 2025 restituisce dunque l'immagine di un Gruppo FS solido, che ha saputo reagire con vigore alle perdite del passato recente. Il ritorno all'utile, abbinato a un fatturato estero in forte progressione e a un piano di investimenti record, pone le basi per una nuova stagione di mobilità sostenibile. La sfida per il prossimo quadriennio sarà quella di mantenere questo ritmo di crescita, trasformando l'efficienza operativa in profitti strutturali, mentre la competizione europea si fa sempre più serrata. (3 APR – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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