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Due ricercatrici dell’Università di Padova aprono nuove prospettive per la cura delle malattie del sistema nervoso

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Due ricercatrici dell’Università di Padova aprono nuove prospettive per la cura delle malattie del sistema nervoso

Londra - Un approccio innovativo per generare i neuroni umani in modo più rapido, efficiente e sicuro rispetto ai metodi tradizionali, è stato messo a punto nei laboratori dell’Università di Padova e dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) da un team di ricerca coordinato dalla professoressa Onelia Gagliano, del Dipartimento di Ingegneria Industriale (DII) dell’Università di Padova, e dalla professoressa Cecilia Laterza, del Dipartimento di Scienze Biomediche (DBS) dell’Ateneo patavino. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Molecular Neuroscience. I neuroni umani creati in laboratorio, a partire da cellule del paziente, sono fondamentali per studiare malattie del sistema nervoso come Alzheimer, Parkinson e SLA direttamente su cellule umane, e non solo su modelli animali. Utilizzando le tecniche tradizionali, sono necessarie tra le 6 e le 8 settimane di tempo per trasformare le cellule somatiche – come ad esempio i fibroblasti della pelle – prima in cellule staminali pluripotenti e poi in neuroni. Con la nuova tecnica messa a punto dal team di ricerca padovano, invece, soli tre giorni sono sufficienti per una riprogrammazione parziale, seguiti da nove giorni di induzione neuronale, arrivando a ottenere neuroni in soli 12 giorni totali. Il processo, inoltre, applicando la nuova strategia, comporta costi inferiori. “Si passa da un processo che può richiedere 6/8 settimane complessive, a poco meno di due settimane, evitando la completa stabilizzazione in uno stato pluripotente – spiega la professoressa Onelia Gagliano – Abbiamo inoltre identificato una ‘finestra temporale’ di particolare plasticità cellulare: uno stato intermedio in cui la cellula non è più fibroblasto, ma non è ancora diventata una vera cellula staminale. È proprio in questa fase di transizione che essa risulta più ‘ricettiva’ ai segnali che la guidano a diventare un neurone”. La ricerca è iniziata nel 2020 quando Gagliano e Laterza lavoravano come post-doc nel laboratorio del professor Nicola Elvassore e, unendo le rispettive competenze nel reprogamming e nel differenziamento neuronale, hanno il primo esperimento che ha funzionato. Da quell’intuizione iniziale è poi nato un progetto di ricerca strutturato, scritto da Gagliano e finanziato attraverso un grant Stars dell’Università di Padova. (9colonne)


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