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BREMMER: TRUMP
INCAPACE DI DECIDERE

 BREMMER: TRUMP <br> INCAPACE DI DECIDERE

“È arrabbiato perché la guerra va male, però non ha nessuno da incolpare se non se stesso. Vede il conflitto in termini personali, non nazionali, e ciò offusca le sue capacità decisionali”, “quando parlo con i vertici militari statunitensi mi dicono che non esistono scenari favorevoli per le truppe. Lui sta inviando 12.000 soldati ma non saranno sufficienti. In privato Trump ha detto che si aspetta un altro mese di guerra, ma così rischia che l’intervento si prolunghi senza fine”. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, Ian Bremmer sottolineando come il ricorso a un linguaggio pesante “dimostra che Trump è arrabbiato e frustrato per quanto male sta andando la guerra. Credeva davvero che tutto si sarebbe risolto nel giro di pochi giorni con una grande vittoria. Gli iraniani avrebbero capitolato dopo che lui, insieme agli israeliani, ne aveva decapitato la leadership. Invece non solo si sono rifiutati di arrendersi incondizionatamente, come lui aveva preannunciato al G7 sostenendo che lo avrebbero fatto da un momento all’altro, ma hanno anche dimostrato grande resilienza, una forte volontà di continuare a combattere e una notevole capacità di creare disagi nello Stretto. E Trump, in realtà, non può fare nulla al riguardo. Perciò è davvero furioso”. Secondo il fondatore di Eurasia il presidente americano “come un giocatore d’azzardo che subisce perdite sempre più profonde, ogni volta raddoppia semplicemente la puntata, sperando di riuscire a dimostrare di aver vinto e di potersi alzare dal tavolo. L’Iran è stata la peggior scelta in politica estera della sua presidenza. Il suo processo mentale riguarda più se stesso che il Paese, perciò non gode di alcuna fiducia come Comandante in capo, nemmeno da parte dei suoi collaboratori più stretti” ed indica che il presidente americano dovrebbe usare le vie diplomatiche per  “disimpegnarsi”, riferendosi alla coalizione per riaprire Hormuz ed alle trattative di Pakistan e Cina e al lavoro dell’Onu per il passaggio dei fertilizzanti. L’analista geopolitico evidenzia inoltre che la minaccia di lasciare la Nato “è decisamente un pericolo. Gli alleati sono sempre più apertamente contrari a ciò che sta facendo. Lo abbiamo visto con i francesi, ma ora anche gli italiani, con Meloni che ha preso le distanze in modo molto netto. Ad eccezione di Israele, non c’è quasi nessun paese al mondo che lo sostenga”. (7 apr - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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