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Romeo (PD): Le minacce non mi intimidiscono

Roma, 7 apr – “Quello che è stato fatto il 30 gennaio lo rifarei perché non siamo noi che dovevamo dire di no. Avrebbe dovuto farlo il Presidente della Camera, perché la nostra Costituzione vieta la riproposizione del partito fascista in tutte le sue forme”. Lo dice, a margine della conferenza stampa che ha presentato una mostra su Carlo Levi e il Polesine, la deputata PD Nadia Romeo, tra i 32 parlamentari sospesi per alcuni giorni per decisione dell’Ufficio di Presidenza della Camera. Lo scorso 30 gennaio, avevano occupato la sala stampa dove si sarebbe dovuta tenere una conferenza sul tema della remigrazione, termine che indica il ritorno forzato di migranti nelle loro terre di origine. All’incontro avrebbero dovuto partecipare anche esponenti di Casa Pound, Veneto Fronte Skinheads, Forza Nuova e Rete dei Patrioti. “Io sono assolutamente per la libertà e anche per il confronto – ha detto Romeo - ma chi si definisce orgogliosamente neonazista e neofascista non può trovare sponda nelle istituzioni della Repubblica Italiana e deve essere condannato fermamente”. A proposito delle minacce contro di lei comparse su una scritta a Rovigo e attribuite a un attivista di estrema destra, “non mi lascio naturalmente intimidire - ha commentato -. Vengo dalla terra di Matteotti, ho iniziato a fare politica con la frase ‘Uccidete mai ma l'idea che c'è è mai, non lo ucciderete mai’, perché l'impegno è quello. I valori e le idee devono essere portati avanti, vanno difese le libertà e i diritti perché abbiamo visto che non sono poi così acquisiti come pensavamo”. (PO/mol)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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