“L’applicazione degli accordi è sempre stata caratterizzata da una coerente continuità in 75 anni”. ha detto Guido Crosetto nella sua informativa alla Camera, tracciando una linea netta sulla gestione delle basi militari Usa in Italia. Un perimetro, quello dei trattati Nato e bilaterali, che secondo il ministro nessun governo ha mai messo in discussione, né sul piano politico né su quello operativo, e che continua a rappresentare “l’ossatura del sistema di sicurezza” del Paese. Nel dibattito sulle attività di Aviano e Sigonella, Crosetto ha richiamato dati che mostrano un andamento stabile negli anni, respingendo le accuse di discontinuità o di escalation recente. Allo stesso tempo ha escluso derive opposte: “né rotture isteriche né subordinazioni infantili”, rivendicando una postura che tiene insieme alleanza con gli Stati Uniti e pieno rispetto della sovranità nazionale.
In questo quadro, il ministro ha sottolineato che l’Italia non è coinvolta in conflitti in corso, pur muovendosi in uno scenario internazionale segnato da tensioni crescenti, definito “una follia che sembra aver preso il mondo”. Da qui l’appello all’unità politica interna su un tema considerato strategico come la difesa. Crosetto ha infine chiarito che Roma mantiene un margine decisionale nelle autorizzazioni operative: “ci vuole coraggio per dire no agli Stati Uniti”, ma questo avviene dentro il perimetro di Costituzione, leggi e accordi internazionali. Una linea, ha ribadito, condivisa da tutti i governi che si sono succeduti, che fa dell’Italia “un Paese serio che rispetta gli impegni” ma capace, quando necessario, di far valere le proprie regole.
(Sis)
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