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direttore Paolo Pagliaro

CARACCIOLO: SITUAZIONE
STATI UNITI DISPERATA

CARACCIOLO: SITUAZIONE <BR> STATI UNITI DISPERATA

“La situazione degli Usa è disperata. E Donald è ormai nell'impasse”. Lo afferma, in una intervista a Il Fatto Quotidiano, il direttore di Limes Lucio Caracciolo, spiegando come il bombardamento di Israele su Beirut rappresenti il rifiuto di qualsiasi accordo con l'Iran ed evidenzi “una risposta all'apparente scelta di Trump di cercare un accordo attraverso un cessate il fuoco. Apparente perché il cessate il fuoco è basato sul nulla, i punti di partenza delle parti sono troppo distanti per dare vita a un accordo vero”.  Secondo l’analista, la tregua è fragile poiché “appena Trump è intervenuto dicendo che in effetti nel cessare il fuoco non è compreso il Libano, Netanyahu ha scatenato l'inferno. Ma la situazione e il futuro del Libano non possono essere disgiunti da quelli iraniani, ecco perché penso che siamo di fronte a una finta sul ring”. “Non c'è dubbio che Usa e Israele siano in una impasse. Solo che mentre Israele vuole continuare la guerra, l'America vuole uscirne spacciando il risultato per vittoria. Ma non ci sono le condizioni: dopo la ripresa dei bombardamenti da parte di Israele e la nuova chiusura di Hormuz, siamo tornati a dove eravamo la sera prima dell'ultimatum” osserva. E sostiene che Trump “non è libero di decidere visto il potere di ricatto di Israele. Osserviamo una forma non coerente dell'agire, un'attitudine da pokerista che per esaurirsi necessita di un'ammissione della sconfitta, cosa però impossibile. Resta il problema che nella maggiore superpotenza una decisione così importante come la guerra viene affidata a una persona sola. In queste forme non era mai avvenuto”. Caracciolo lancia un allarme sul rischio nucleare, sottolineando che quando il presidente americano minaccia di cancellare una civiltà “vuol dire che pensa all'arma atomica. L'atomica, che prima era una deterrenza, sempre più viene sbandierata come la misura che può chiudere le ostilità, con la decisione nelle mani del comandante in capo”. La crisi della potenza militare statunitense, secondo Caracciolo, appare ormai conclamata: “Nelle forze militari Usa si nota un'evidente insofferenza per il comandante in capo. Nelle ultime settimane c'è stato un ammutinamento sulla principale portaerei, spacciato per blocco delle fognature, e segnali di insofferenza si sono visti con il licenziamento del capo di stato maggiore dell'esercito. C'è una crisi del sistema che riguarda anche l'impiego della bomba atomica: nella catena decisionale ci sono figure che hanno detto di no al suo utilizzo”. (9 apr - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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