“Io non guardo al mio ruolo come a un politico, non sono un politico, io non voglio entrare in un dibattito con lui”. Con queste parole Papa Leone XIV ha risposto al durissimo attacco rivoltogli dal presidente americano Donald Trump, che ha accusato il Pontefice di essere “debole” contro la criminalità e “pessimo” in politica estera: “Non ho paura dell’amministrazione di Trump”, ha puntualizzato Leone, dal momento che nel messaggio del presidente statunitense veniva legata l’elezione a capo della Santa Sede di Robert Francis Prevost alla sua cittadinanza, nel quale si aggiungeva che Leone dovrebbe essere “grato” all’inquilino della Casa Bianca. “Non penso che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo. Io continuo a parlare forte contro la guerra, cercando di promuovere la pace, promuovendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai problemi. Troppa gente sta soffrendo oggi, troppi innocenti sono stati uccisi e credo che qualcuno debba alzarsi e dire che c’è una via migliore”, ha spiegato il Papa, che ha parlato davanti a 70 giornalisti a bordo dell’aereo del suo terzo viaggio apostolico internazionale in Africa, al via oggi. Un lungo tour che vedrà il Papa statunitense pellegrino fino al prossimo giovedì 23 in Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Luoghi in cui, come dice, porterà “il messaggio della Chiesa, il messaggio del Vangelo: beati i costruttori di pace”.
S. SEDE CONTRO TRUMP. Lo scambio innescato da Trump ha provocato inevitabilmente sconcerto, già manifestato dalla comunità ecclesiastica e dalla politica: la CEI ha subito espresso il proprio “rammarico” per le parole del presidente americano rivolte a Leone XIV, spiegando che questi “non è una controparte politica, ma il successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali, la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità. Le Chiese che sono in Italia rinnovano al Santo Padre vicinanza, affetto e preghiera, auspicando da parte di tutti rispetto per la sua persona e per il suo ministero”. Un uguale rammarico è stato mostrato anche dal sindaco della città che circonda il Vaticano, Roberto Gualtieri: “Roma è vicina a Papa Leone. Gli attacchi di Donald Trump al suo alto magistero spirituale e al suo impegno per la pace sono inaccettabili e feriscono sensibilità e coscienze”, ha scritto il primo cittadino della Capitale su X.
I COMMENTI DALLA POLITICA. “Le parole di Papa Leone XIV sono la migliore reazione agli attacchi insostenibili e inqualificabili arrivati da Trump. Solidarietà al Pontefice”, ha scritto poi il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha al contempo lanciato una critica alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, da "’madre, cristiana’, ancora non si è schierata" sulle parole del tycoon. “Difendere Leone XIV è oggi un dovere non solo per i cattolici ma anche e soprattutto per i laici. Erano secoli che non si vedeva una così plateale aggressione verso il romano pontefice”, ha affermato invece il leader di Italia Viva Matteo Renzi. Dalla maggioranza, inoltre, è arrivato il commento di Maurizio Lupi, di Noi Moderati, che ha espresso “solidarietà piena e convinta a Papa Leone XIV dopo le inopportune parole del presidente Trump”, aggiungendo: “Noi invece condividiamo totalmente le parole del Pontefice sulla necessità del dialogo e della mediazione. E come noi la maggioranza degli italiani e degli europei e, crediamo, anche degli americani. In un tempo pieno di incertezze e di irrazionalità ancora una volta è la Chiesa a indicare la via, che è quella della pace, alle istituzioni internazionali”. (13 APR - sio)
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