Roma, 15 apr – “Abbiamo approvato in plenaria un’inchiesta molto robusta sulla violenza economica, frutto di 93 audizioni in due anni di lavoro. Sono arrivate in commissione anche voci che non avevano mai parlato di violenza, e in particolare di violenza economica”. Lo afferma la presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio e sulle altre forme di violenza di genere, Martina Semenzato, a margine del via libera unanime alla relazione, avvenuta questa mattina. “Abbiamo individuato 14 punti programmatici che saranno di indirizzo soprattutto per il legislatore – spiega – a partire dal riconoscimento specifico nel codice penale del reato di violenza economica e di controllo coercitivo. Ma le nostre riflessioni abbracciano non solo il diritto, come in tutte le inchieste, bensì anche la dimensione sociale ed economico-finanziaria”. Tra i punti qualificanti, Semenzato indica “l’educazione economica e finanziaria di genere, che deve diventare strutturale nelle scuole e nelle università”, insieme a “misure fiscali mirate: sgravi per le aziende e un alleggerimento della pressione fiscale sulle donne vittime di violenza”. Prevista anche “l’istituzione di un fondo specifico, sostenuto non solo da risorse pubbliche ma anche da contributi privati”.
L’inchiesta, sottolinea la presidente, affronta anche il nodo del lavoro: “Scaviamo nell’imprenditoria femminile e nel ricambio generazionale. I dati ci incoraggiano: siamo al livello più alto di occupazione femminile e cresce anche la stabilità dei contratti a tempo indeterminato. Questo significa che la direzione è giusta, ma resta molto da fare”. In particolare, evidenzia, “bisogna intervenire sul gender pay gap, sul bilanciamento tra vita e lavoro e sul pieno riconoscimento della violenza economica, perché è anche così che si rafforza la prevenzione”. Sul calendario dei lavori, Semenzato annuncia: “Ci aspetta un mese intenso di votazioni. La prossima settimana affronteremo la violenza online, poi il tema dei braccialetti elettronici e infine, nella prima settimana di maggio, la relazione sulla ricognizione normativa a livello europeo, il cosiddetto diritto comparato”.
(PO / Sis)
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