Los Angeles - È stata inaugurata il 15 aprile a Los Angeles la mostra “Depero: arte grafica tra Italia e Stati Uniti” curata da Maurizio Scudiero, direttore dell’Archivio Depero. L’esposizione, ospitata fino al 30 giugno dall’Istituto italiano di cultura di Los Angeles con il patrocinio del Ministero degli Esteri, dell’Ambasciata d’Italia a Washington e del Consolato generale d’Italia a Los Angeles e di America250, segue il percorso creativo di Fortunato Depero, dalla sua Rovereto alla vibrante modernità di New York. Opere pubblicitarie - spesso realizzate attraverso audaci collage - sono presentate accanto a schizzi, disegni preparatori e dipinti. Osservate insieme, rivelano come Depero sviluppasse le proprie idee attraverso media diversi. Piuttosto che abbandonare un’intuizione, tornava su di essa, trasformandola e adattandola nel tempo. Nel 1919 Depero fondò a Rovereto la Casa d’Arte Futurista: il laboratorio produceva arazzi, mobili, oggetti decorativi e grafica pubblicitaria. Più che uno studio, era concepito come un luogo di sperimentazione per un nuovo ambiente moderno, in cui l’arte potesse uscire dalla tela ed entrare nella vita quotidiana. La pubblicità divenne presto uno dei campi più fertili della sua ricerca. Depero trattò la tipografia come immagine, dando alle lettere movimento e personalità. I prodotti si trasformano in personaggi giocosi, mentre diagonali dinamiche e colori vibranti animano la composizione. Con queste invenzioni Depero contribuì a ridefinire il linguaggio della grafica moderna. Nel 1928 si trasferì a New York, diventando l’unico futurista a confrontarsi direttamente con la metropoli americana. Qui collaborò con riviste e agenzie pubblicitarie, scoprendo una città che descrisse come un immenso cartellone luminoso. Quando tornò in Italia nel 1930 continuò a esplorare le potenzialità della comunicazione visiva, convinto che l’arte del futuro sarebbe stata anche l’arte della pubblicità. (9colonne)
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