Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

LIBANO, E’ COMINCIATA
LA FRAGILISSIMA TREGUA

LIBANO, E’ COMINCIATA <BR> LA FRAGILISSIMA TREGUA

A mezzanotte è entrata ufficialmente in vigore la tregua di dieci giorni tra Israele ed Hezbollah, un accordo mediato dagli Stati Uniti che punta a sospendere una delle fasi più cruente del conflitto mediorientale. La notizia è stata accolta a Beirut da un’esplosione di gioia popolare: lo skyline della capitale libanese si è illuminato di fuochi d’artificio, mentre raffiche di spari celebrativi hanno squarciato il silenzio della notte, segnando un momento di sollievo dopo settimane di pesanti bombardamenti. Tuttavia, l’ottimismo della piazza si è scontrato quasi immediatamente con la realtà del terreno. Poche ore dopo l’inizio della tregua, oggi, l’esercito libanese ha rotto il silenzio accusando ufficialmente le forze israeliane di aver commesso “una serie di atti di aggressione”. Secondo il comando di Beirut, i militari israeliani avrebbero violato i termini dell'intesa attraverso bombardamenti intermittenti diretti contro villaggi della fascia meridionale del Paese. Questa frizione immediata evidenzia la precarietà di un cessate il fuoco che non appare come una risoluzione definitiva, ma piuttosto come una pausa tattica inserita nel più ampio e complesso mosaico della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

LA GESTIONE DEI CONFINI E L'INCOGNITA DEI PROFUGHI AL LITANI. Nonostante il silenzio parziale delle armi, la tensione resta altissima lungo il fiume Litani. Oggi, l'esercito israeliano (IDF) ha diffuso un avviso perentorio alla popolazione civile libanese, intimando di non fare ritorno nelle aree a sud del corso d’acqua. Il portavoce militare Avichay Adraee ha chiarito che le truppe di terra israeliane rimarranno dispiegate nelle posizioni attuali per contrastare quelle che ha definito “le continue attività terroristiche di Hezbollah”. Per lo Stato ebraico, il Litani non è solo un confine geografico, ma una linea rossa strategica che deve rimanere libera dalla presenza militare del gruppo sciita. Eppure, il richiamo della terra e delle case abbandonate sembra prevalere sulla paura. Già nelle prime ore di oggi si sono formate code chilometriche a nord del Litani: migliaia di automobilisti sono rimasti bloccati per ore nel tentativo di attraversare l’unico ponte rimasto agibile per collegare il sud al resto del Paese, dopo che molti altri passaggi sono stati distrutti nei raid dei giorni scorsi. Hezbollah, leggendo tra le righe, sembra voler utilizzare questo movimento di massa per testare la tenuta del blocco israeliano. Il gruppo ha infatti annunciato oggi di aver “bombardato un assembramento di soldati israeliani vicino alla città di Khiam”, giustificando l'attacco come una “risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte dell'esercito occupante”. L'Agenzia Nazionale di Stampa (NNA) ha confermato non solo il fuoco di artiglieria su Khiam e Debbine, ma anche “un'intensa attività di droni” che continuano a monitorare la regione, segnale che la sorveglianza elettronica non è stata sospesa.

LA NARRATIVA DI TRUMP E IL PRAGMATISMO ECONOMICO A LAS VEGAS. Dall'altra parte dell'Oceano, la percezione del conflitto assume toni marcatamente diversi. Ieri, durante un evento elettorale a Las Vegas, il presidente americano Donald Trump ha scelto di minimizzare la portata temporale del coinvolgimento bellico con l'Iran, cercando di tranquillizzare un elettorato preoccupato dall'instabilità globale e dai riflessi economici interni. Trump ha paragonato l'attuale crisi a conflitti storici molto più lunghi, suggerendo che la fase più dura sia ormai alle spalle e che la diplomazia stia per produrre risultati definitivi. Le dichiarazioni del tycoon riflettono la necessità di bilanciare la postura di forza con la tenuta dei mercati. “Sono passati due mesi, intendo proprio due mesi. Avete combattuto altre guerre per 18 anni, quattro anni”, ha dichiarato il presidente, aggiungendo con sicurezza: “E sapete una cosa? La vittoria arriverà molto presto”. Nonostante a Las Vegas ieri i prezzi della benzina abbiano toccato i 5 dollari al gallone, Trump ha rivendicato la forza del suo modello economico: “Durante il mio primo mandato abbiamo avuto la migliore economia della storia del nostro Paese. E ora la stiamo mandando in rovina, la stiamo mandando in fumo”. Il presidente ha poi descritto l'intervento contro Teheran quasi come una necessità tecnica inevitabile parlando di “una piccola deviazione verso il meraviglioso Paese dell'Iran, un posto meraviglioso” che sarebbe stato inevitabile compiere “altrimenti sarebbero potute accadere cose brutte". Nel suo discorso, Trump ha definito inoltre “falsa” l'attuale inflazione, attribuendola esclusivamente allo shock energetico che, a suo dire, svanirà rapidamente: “Non dimenticate che stiamo assistendo a una sorta di inflazione artificiale a causa del carburante, dei prezzi dell'energia”.

LA CAUTELA DELLE NAZIONI UNITE E LE PROSPETTIVE INTERNAZIONALI. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, pur accogliendo con favore la notizia della tregua, ha mantenuto un profilo di estrema cautela. Ieri, attraverso il suo portavoce, Guterres ha invitato “tutti gli attori” coinvolti a rispettare l'accordo “pienamente”. Per il Palazzo di Vetro, la tregua di 10 giorni non deve essere un semplice intervallo per il riarmo, ma una finestra per l'invio di aiuti umanitari nelle zone devastate del sud Libano, dove la distruzione delle infrastrutture civili rende la vita quotidiana quasi impossibile. L'analisi diplomatica suggerisce che questi dieci giorni saranno un test fondamentale non solo per il confine israelo-libanese, ma per l'intera architettura dei negoziati tra Washington e Teheran. Se Hezbollah dovesse mantenere una “difesa attiva” troppo aggressiva o se Israele dovesse interpretare in modo estensivo il suo “diritto alla risposta”, la tregua potrebbe collassare molto prima della scadenza prefissata. Al momento, il Libano resta sospeso tra il desiderio di normalità e la consapevolezza di essere il principale teatro di uno scontro che si decide su tavoli molto più lontani. (17 APR – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero