Un Polo regionale della memoria a Cavasso Nuovo: è quanto proposto dal presidente di EFASCE Pordenonesi nel mondo Angioletto Tubaro durante l’appuntamento conclusivo della rassegna primaverile dedicata alla collana editoriale “Testimoni. Memorie, diari e biografie di emigranti della Destra Tagliamento”, edita da EFASCE - Pordenonesi nel mondo con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Friuli.
La tappa finale si è svolta nel Museo dell’Emigrazione Diogene Penzi in piazza Plebiscito, all’interno dello storico Palazat che è anche sede Municipale. Proprio qui nel suo intervento Tubaro ha legato i temi dell’emigrazione e della memoria, proponendo un ampliamento del respiro del Museo proprio in quest’ottica, puntando a non perdere le testimonianze dei tanti che son partiti dal Friuli occidentale in cerca di migliori condizioni di vita nel mondo.
Il pomeriggio si è aperto con una visita guidata al museo di una ventina di partecipanti accompagnati dal professor JP Grossutti (in collaborazione con l’Ecomuseo Lis Aganis).
Poi spazio al concerto del duo musicale Accordòs - composto da Sara Rigo e Alessio de Franzoni - con canzoni storiche dell’emigrazione friulana accompagnato da brani scelti dai libri della collana - che ha raggiunto le prime 5 pubblicazioni - con le voci recitanti di Michela Passatempo e Giovanni Vettorello.
In sala una cinquantina di partecipanti con i saluti dei padroni di casa affidati al vicesindaco di Cavasso Nuovo Emanuele Zanon e all'assessore alla cultura Ancilla Canderan. Presenti anche l'assessore del Comune di Pordenone Walter De Bortoli e il consigliere regionale Markus Maurmair.
“I primi cinque diari - ha dichiarato nel suo saluto introduttivo il presidente di EFASCE Pordenonesi nel mondo Angioletto Tubaro - rappresentano le tessere iniziali di un grande mosaico che intendiamo realizzare per rappresentare l'emigrazione delle genti della Destra Tagliamento. Da fine Ottocento ai giorni nostri si è sviluppata un'epopea della migrazione friulana la cui memoria rischia di perdersi se non viene fissata in documenti scritti. In questo modo potremo preservare la memoria del desiderio di migliorare le condizioni di vita che ha portato migliaia di corregionali a sfidare l'ignoto affrontando sacrifici, senza dimenticare che così facendo hanno contribuito con il loro lavoro al progresso dei Paesi ospitanti”. Tubaro - ringraziando le curatrici della collana Testimoni, la vicepresidente di EFASCE Luisa Forte e la consigliera Elena Marzotto - ha inoltre auspicato che il Museo di Cavasso Nuovo possa diventare un Polo Regionale della memoria.
Successivamente la stessa vicepresidente dell’Ente Luisa Forte ha sottolineato come “la raccolta delle esperienze contenute nella collana Testimoni ci ha dato l’opportunità di conoscere e fissare tanti momenti: emozioni, relazioni e fatiche di chi emigra. Le abbiamo scoperte “dal di dentro”, perché il racconto diretto e, in particolare, il diario, sono forme immediate. Sono parole senza mediazione, capaci di far emergere quanto si è vissuto interiormente. Sono parole vere, che non si pongono il problema di essere comprese; questo a volte le rende difficili da decifrare, ma le rende ricche di autentici sentimenti e pensieri”.
I musicisti del duo Accordòs hanno aperto la serata con un estratto dall’album “Esta es mi casa?”, una suite per due fisarmoniche composta da Alessio de Franzoni sul tema del viaggio e del mare. Il programma si è articolato attraverso quattro quadri tematici che hanno unito musica e letture tratte dai volumi della collana.
Il primo quadro con Michela Passatempo e Giovanni Vettorello ha esplorato la partenza attraverso le storie di Giacomo Maniago, Gioacchino Francescutti, Vittorio Infanti, Ilario Bagnariol e del giovane architetto Andrea, coprendo un arco temporale che va dagli anni ’20 del Novecento fino ai giorni nostri.
Il secondo passaggio si è concentrato sul contrasto tra l'alimentazione povera e l'abbondanza, descrivendo il cibo come rito e identità culturale, ma anche come ricordo doloroso della fame.
Il terzo quadro è stato dedicato alle donne salvifiche, figure centrali in tutti i diari come Catina, Caterina, Betty e Daniela, accostate idealmente alle figure femminili della letteratura italiana: dalle donne dello Stilnovo di Guinizzelli alla Beatrice di Dante, fino alle donne di Montale e a Susanna Colussi, la madre di Pasolini.
L'ultimo quadro ha affrontato il dilemma del ritorno in patria, confrontando le scelte di chi è rientrato in Friuli e chi è rimasto all'estero, con una riflessione finale sulle incertezze che colpiscono i giovani migranti di oggi.
Le musiche hanno spaziato da brani originali a classici della tradizione friulana e del canto religioso. Un momento di particolare intensità è stato l’ascolto del brano “Suspir da l’anime” di padre Oreste Rosso (musica) e Antonio Chiaruttini (testo), interpretato da Sara Rigo come canto di pace.
Come detto l’evento rientrava nella serie di tre presentazioni primaverili della collana Testimoni. A fine febbraio al Polo Tecnologico di Pordenone si è tenuta quella dedicata al libro sulla vita di “Vittorio Infanti - Un uomo, cento storie”. A fine marzo invece a Fiume Veneto è stato presentato “Ilario Bagnariol - Mattmark: i sette metri della salvezza”.
La collana Testimoni e una selezione degli altri volumi editi da EFASCE durante la sua attività saranno protagonisti domenica 19 aprile a Cordenons (in piazza della Vittoria) a “Terre raccontate”, prima rassegna dell’editoria e della stampa dell’associazionismo, vero e proprio focus sull’attività editoriale dei soggetti del Terzo settore.
(red)
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