È iniziata alla Camera la discussione sul decreto Sicurezza, dopo un esame in Commissione terminato ieri nella notte, tra pause, incertezze e molte polemiche. Ieri sera, dal colloquio al Quirinale tra il capo dello Stato Sergio Mattarella e il sottosegretario Alfredo Mantovano, sarebbe arrivato uno ’stop’ da parte del Colle all’emendamento al decreto sicurezza sugli incentivi agli avvocati che seguono i rimpatri volontari degli immigrati, inserito nel testo durante l’esame in Senato. La maggioranza ha dunque vagliato diverse opzioni, tra cui quella di un emendamento sostitutivo dell’ultimo minuto, che però ieri sera alla fine non è arrivato.
Le opposizioni, da Marco Grimaldi di Alleanza Verdi e Sinistra a Riccardo Magi di +Europa, hanno chiesto la convocazione di una conferenza dei capigruppo con interruzione dell’aula. “Stiamo per votare delle pregiudiziali di costituzionalità su un testo che è già marchiato dal presidente della Repubblica – ha fatto notare Grimaldi – Che cosa stiamo facendo qua?”. Federico Fornaro, del Pd, ha ricordato invece che ieri le capigruppo di Pd e Avs hanno scritto alla presidenza della Camera, segnalando che sul dl Sicurezza mancano i parare di diverse commissioni interessate, essendo state convocate ieri solo le commissioni Giustizia e Affari Costituzionali: Fornaro ha chiesto la convocazione della Giunta per il Regolamento.
L’esame del dl Sicurezza in aula alla Camera inizierà regolarmente: il presidente di turno, Giorgio Mulè, ha spiegato che, “stante la rilevanza delle questioni poste, che dovranno e saranno oggetto di approfondimento per il futuro, oltre in Giunta del Regolamento anche a livello di confronto tra Parlamento e governo, in assenza di novità procedurali come la presentazione di un emendamento, non posso che dare inizio ai lavori d’aula come previsto”.
“Il governo, ancora una volta, ma più del solito, ha forzato i limiti costituzionali della decretazione d’urgenza trasformando questo strumento in uno strumento contro il parlamento. Dopo che avevamo messo in guardia sulla illegittimità dell’emendamento che trasforma gli avvocati in cacciatori di taglie nei confronti dei loro assistiti stranieri, abbiamo chiesto al governo di fermarsi. Invece questo articolo è stato difeso a spada tratta dalla maggioranza chiedendoci di andare avanti nonostante il sottosegretario Mantovano fosse salito al Quirinale convocato proprio per quel motivo. Un modo inaccettabile di trattare il parlamento ma ora è chiaro a tutti che quell’emendamento è incostituzionale e adesso esigiamo di sapere, e chiediamo che venga convocata una capigruppo, come il governo intende porre rimedio su quel punto. E sarebbe inaccettabile se si procedesse con un altro decreto per rispondere a una urgenza che il governo stesso sta creando ora”. Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi intervenendo alla camera sull’ordine dei lavori nel corso dell’esame del dl sicurezza.
(Sis)
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