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Dl Sicurezza, Guerra (Pd): Niente coperture e pasticci continui, a rischio diritti e conti pubblici

Roma, 21 apr – Non solo la norma sull’avvocatura per i rimpatri. “Sul decreto sicurezza siamo di fronte a criticità evidenti, a partire dalle coperture economiche fino a norme che rischiano di compromettere diritti e funzionamento dello Stato”. Lo ha detto Cecilia Guerra, deputata del Pd, a margine della discussione in Aula sul dl Sicurezza. “Abbiamo sottolineato come un insieme ampio di articoli preveda oneri che non sono assolutamente quantificati. Se non sappiamo quanto costa un provvedimento, non possiamo sapere neanche se le risorse individuate siano sufficienti: è l’abc della contabilità pubblica”. Un rilievo che, secondo l’esponente dem, chiama in causa direttamente il rispetto dell’articolo 81 della Costituzione: “Ogni provvedimento di spesa deve avere la sua copertura. Ogni cosa che non è quantificata non passa, non ha il parere positivo della commissione Bilancio”. Nel caso del dl Sicurezza, invece, “di fronte a una relazione tecnica che non dice assolutamente niente, che non spiega come si calcolano i costi e si limita ad affermare genericamente che ci sarà una copertura, il parere è stato dato in termini positivi”.
Una scelta che Guerra definisce problematica anche nel merito di alcune misure: “È giusto riconoscere di più alle forze dell’ordine, ma qui si pone un onere a carico delle facoltà assunzionali. Quindi si paga di più qualcuno oggi, ma si rischia di compromettere le assunzioni future”. Allargando lo sguardo all’intero impianto del decreto, la deputata Pd parla di un quadro complessivo segnato da errori e forzature: “Vediamo continuamente un governo che fa pasticci: oltre a norme liberticide e a interventi che infrangono regole base della Costituzione, come il diritto ad essere assistiti da un avvocato, ci sono continui errori tecnici che costringono a correggere norme appena approvate”. Da qui un giudizio politico netto: “Sono presi dalla smania di fare di tutto e di più e non mettono abbastanza attenzione nel rispettare i canoni minimi della tecnica legislativa. Siamo di fronte a una situazione in cui è difficile distinguere tra arroganza e ignoranza”.
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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