In Italia si diventa madri sempre più tardi: nel 2025 l’età media al parto ha raggiunto 32,7 anni, confermando il progressivo rinvio della maternità. Il calendario della vita cambia, quello biologico molto meno: un cambiamento sociale ormai strutturale che riporta al centro il tema della fertilità femminile e del tempo riproduttivo.
In occasione della Giornata Nazionale della Salute della Donna, gli specialisti richiamano l’attenzione su un fenomeno frequente: molte donne affrontano il tema della fertilità solo quando iniziano la ricerca di una gravidanza o dopo i primi tentativi non riusciti.
Dal punto di vista clinico, la fertilità femminile tende a ridursi progressivamente con l’età, con un calo più evidente dopo i 35 anni, in parallelo alla diminuzione della quantità e della qualità ovocitaria. Anche il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche aumenta con l’età materna.
“L’età rappresenta uno dei principali determinanti della fertilità femminile, perché nel tempo si riducono progressivamente sia la riserva ovarica sia la qualità ovocitaria, con possibili effetti sulla probabilità di concepimento”, commenta Francesco Gebbia, medico chirurgo specializzato in Ginecologia, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, co-direttore IVI ROMA. “Per questo una valutazione precoce del profilo riproduttivo ha un importante valore clinico: consente di identificare eventuali fattori di rischio e di orientare in modo tempestivo le scelte più appropriate per la singola donna”.
Tra gli strumenti disponibili vi sono il dosaggio dell’AMH (Ormone Antimulleriano), marker utilizzato nella valutazione della riserva ovarica, e la conta dei follicoli antrali tramite ecografia transvaginale, esame che contribuisce a stimare il patrimonio follicolare residuo. Tali parametri devono essere interpretati nell’ambito di una consulenza specialistica personalizzata.
Secondo gli specialisti, la prevenzione oggi significa anche educazione riproduttiva: informare sui tempi biologici della fertilità, sui fattori di rischio individuali e sulle opportunità offerte da una diagnosi precoce.
La Giornata della Salute della Donna rappresenta così l’occasione per rilanciare un messaggio chiaro: sulla fertilità, arrivare prima significa avere più opzioni. (22 APR - deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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