Il decreto sicurezza non è un “pasticcio”, ma un “provvedimento sostanzialmente in linea con altri Paesi europei, probabilmente redatto senza un’adeguata riflessione formale”. A dirlo è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che, intervistato dal Corriere della Sera, prova ad archiviare la polemica sulla possibile incostituzionalità del fermo anticipato e della revoca del gratuito patrocinio. Per Nordio, è una “polemica vana, come quella sui centri in Albania”. E sul dialogo con la magistratura, è possibile ricucire con l’Anm, è convinto il Guardasigilli: “Già il 29 avremo un incontro con Anm e Cnf”. La sconfitta del sì alla riforma della giustizia che spesso è stata identificata con il suo nome è da attribuire, per il ministro, a un “difetto di comunicazione”: “Noi ci siamo concentrati sui contenuti (...) loro hanno adoperato slogan più efficaci”. (25 apr-mol)
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