Un libro che non vuole restare su uno scaffale, ma continuare il suo viaggio di mano in mano, raccogliendo emozioni, pensieri e storie di persone che non si sono mai incontrate. È l'idea di Ida Ilenia Macera, autrice originaria del Molise che da un anno e mezzo vive in Germania, sul Lago di Costanza, dove è nata l'iniziativa Das Buch, das nicht allein sein will ("Il libro che non vuole stare da solo"). "Mi sono trasferita qui perché sentivo l'esigenza di ricominciare, di mettermi alla prova e soprattutto di costruire un futuro in un Paese diverso dal mio", racconta Macera a 9Colonne. "La Germania mi ha sempre affascinato e questo trasferimento ha rappresentato un nuovo capitolo della mia vita". Un nuovo inizio che, però, è stato accompagnato anche da momenti difficili. "Ci sono stati momenti particolari che mi hanno poi portato a scrivere questo libro: perché un nuovo inizio porta sempre con sé anche un po’ di solitudine". Oggi Ida studia il tedesco e lavora per un'azienda. Il suo progetto - un libro che invita ogni lettore a lasciare tra le sue pagine un pensiero, un’emozione, un ricordo o una riflessione, prima di rimetterlo in viaggio verso un nuovo destinatario - ha già attirato l'attenzione di diverse testate italiane e tedesche. "Mi sono posta una domanda molto semplice: noi leggiamo i libri e poi, in fondo, finiscono. Io volevo qualcosa che non finisse, ma che accompagnasse il lettore e le persone. Volevo creare qualcosa che unisse". Da qui l'idea di un libro destinato a viaggiare. "Nella maggior parte dei casi un libro viene messo su uno scaffale. Io, invece, volevo che non terminasse con l'ultima pagina, ma che il suo viaggio iniziasse proprio da lì". L’idea è semplice: alcune copie vengono lasciate sui treni tedeschi. Chi le trova può leggerle, lasciare un pensiero e poi riaffidarle al viaggio del treno. All'interno c'è un QR code che rimanda a un sito dedicato, dove i lettori possono raccontare la loro esperienza, scrivere un pensiero e seguire gli spostamenti del volume attraverso una mappa interattiva.
Perché proprio un libro? "Perché un libro ha una forza che nessun altro mezzo possiede. Richiede tempo, attenzione e presenza. Non si consuma in pochi secondi, come accade spesso sui social network. La lettura come la scrittura invitano a fermarsi e a riflettere". E aggiunge: "Il libro può attraversare generazioni, può camminare, può viaggiare sempre. È qualcosa che rimane".
L'iniziativa, per ora sviluppata interamente in Germania e in lingua tedesca, ha ricevuto un'accoglienza che ha sorpreso solo in parte la sua ideatrice. "Mi ha sorpreso?! Sinceramente sì e no. Credo che oggi le persone siano molto fragili e vulnerabili, ma spesso non lo dimostrano. C'è un grande desiderio di sentirsi parte di qualcosa di autentico e questo progetto mira proprio a questo". La cosa che la rende più felice, però, è un'altra: "Le persone non parlano soltanto del libro, ma di quello che il libro rappresenta: condivisione, fiducia, incontro. Oggi siamo molto connessi, con i social ad esempio, ma spesso anche molto soli".
Macera è convinta che iniziative di questo tipo abbiano un valore particolare per tutti: “Abbiamo bisogno di più autenticità”. Il suo desiderio è che il libro diventi "un ponte" tra le persone. "Vorrei creare una comunità che non sia soltanto in Germania. Il libro deve unire tutti, questo è il suo senso". E se dovesse lasciare un messaggio tra le pagine del suo libro, Ida Macera affiderebbe ai lettori un invito all'ascolto e all'autenticità: "Non so chi sei, da dove vieni o quale momento della tua vita stai attraversando, ma spero che questo libro ti ricordi una cosa semplice: ogni persona ha una storia che merita di essere ascoltata e nessuno al mondo dovrebbe mai sentirsi invisibile". Parole che, in fondo, racchiudono il senso più profondo del progetto. L'autrice invita chiunque trovi il libro a lasciare un proprio pensiero, ad ascoltarsi e a non avere paura di mostrarsi per ciò che è. "Sii autentico, sii te stesso, non avere paura di essere quello che sei", dice, perché anche la fragilità, per lei, è una forma di forza e di coraggio. Il suo auspicio è che, attraverso quelle pagine, ogni lettore possa sentirsi visto, ascoltato e un po' meno solo.
Quanto al futuro del progetto, l'auspicio è chiaro: "Spero che questo libro continui a viaggiare per anni, attraversando città, regioni e Paesi e passando di mano in mano". E conclude: "L'unica cosa che voglio è che qualcuno si emozioni. Oggi lo diamo per scontato, ma emozionarsi è qualcosa di raro e bellissimo".
(TMA PO)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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