Quando si parla dei rapporti tra Italia e Germania si citano spesso gli scambi commerciali, la cooperazione politica o il ruolo svolto dai due Paesi nell’Unione europea. Eppure esiste un patrimonio ancora più importante: gli italotedeschi. La prima generazione – ricorda Il Mitte che dedica oggi agli italotedeschi una riflessione - arrivò con il desiderio di costruirsi una vita migliore. Con il proprio lavoro contribuì in modo determinante alla ricostruzione e allo sviluppo della Germania del dopoguerra. Le generazioni successive hanno ampliato questo contributo, affermandosi come imprenditori, medici, insegnanti, ricercatori, tecnici, artisti e professionisti. Gli italotedeschi conoscono entrambe le lingue, comprendono entrambe le culture e sanno trasformare le differenze in opportunità. Sono il ponte naturale tra due nazioni che, insieme, rappresentano uno dei motori economici e culturali dell’Europa. L’Italia – scrive Il Mitte - dovrebbe guardare agli italotedeschi non soltanto come ai figli dell’emigrazione, ma come a una risorsa strategica. (Kgn)
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