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direttore Paolo Pagliaro

Caporalato, Gribaudo (Pd): proteggere chi denuncia, o vincono gli sfruttatori

Roma, 22 lug. - "Se in questo Paese dei lavoratori sfruttati provano a denunciare il proprio caporale non possono essere uccisi, altrimenti è lo Stato che perde e perdiamo tutti". Lo ha affermato la deputata del Pd Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, presentando alla Camera la proposta di legge sulla protezione delle vittime di caporalato (PdL 2928), depositata lo scorso 12 maggio, che punta a rafforzare la tutela e l'assistenza delle vittime dei reati di riduzione in schiavitù, tratta di persone e intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro che denunciano i propri sfruttatori. Gribaudo ha aperto il suo intervento richiamando il caso di Amendolara, dove un lavoratore è stato ucciso dopo aver tentato di denunciare il proprio caporale, contrapponendo l'iniziativa legislativa del Pd alle polemiche politiche delle ultime settimane. "Mentre c'è qualcuno che va in carcere a reclutare candidature per elezioni di cui ancora non si sa quando si terranno e con quale legge elettorale, noi oggi presentiamo una proposta di legge perché ci sono persone che muoiono quando provano a denunciare i propri caporali", ha detto. La parlamentare dem ha ricordato che, a dieci anni dall'entrata in vigore della legge contro il caporalato, resta ancora scoperto il capitolo della protezione delle vittime. "Quella legge è stata fondamentale perché ha dato strumenti penali e investigativi essenziali alle forze dell'ordine e alla magistratura. Ma ancora troppo poche persone denunciano, perché, come dimostrano alcuni esempi drammatici, il rischio è addirittura quello di perdere la vita". Da qui la necessità di "prendersi in carico la persona che decide di denunciare", garantendole assistenza sanitaria, sociale, abitativa e un sostegno al reddito. Gribaudo ha inoltre ricordato altre vicende simbolo dello sfruttamento lavorativo, dal caso di Satnam Singh ai numerosi lavoratori dell'edilizia e dell'agricoltura "abbandonati sul ciglio della strada dopo un infortunio". Secondo la presidente della Commissione d'inchiesta, rafforzare la protezione delle vittime è anche "nell'interesse della buona impresa e del buon Made in Italy", che subiscono la concorrenza sleale di chi alimenta filiere fondate sullo sfruttamento. "Quello che ormai abbiamo di fronte è un vero e proprio schiavismo. Persone costrette a lavorare per due o tre euro al giorno: è una vergogna nazionale che deve essere debellata", ha concluso.
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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