“Il lavoro con il ministro Giorgetti è stato avviato e anche se le cifre sono in corso di definizione, continueremo a investire sulla sanità. Innanzitutto vogliamo retribuire ancora meglio medici e infermieri. E assumerli proseguendo l'impegno prefissato con la precedente manovra andando a coprire soprattutto le aree con più carenti. Vogliamo finanziare il Piano sanitario nazionale, che in Italia manca da ben 20 anni, e gli ospedali di terzo livello, quelli di eccellenza. Continueremo a investire nella salute mentale e nella prevenzione, senza la quale il sistema, con l'invecchiamento della popolazione, non regge. E intendo intervenire sul fronte dell'Alzheimer, a favore di una fascia di pazienti fragilissima che merita attenzione”. Lo afferma, in una intervista a La Stampa, il ministro della Salute Orazio Schillaci, in merito alle risorse per la prossima manovra. Affrontando poi il tema della carenza di personal spiega che “in prospettiva, con gli incentivi economici e di carriera, oltre che aumentando i posti per il corso di laurea, pensiamo di invertire la rotta portando più infermieri non solo negli ospedali ma soprattutto sul territorio, dove c'è maggiore bisogno. Per l'immediato, abbiamo chiuso un accordo con l'India per semplificare il riconoscimento dei titoli, favorire la formazione linguistica e istituire canali di reclutamento più strutturati tra i the Paesi”.
E focalizzandosi sul potenziamento dei servizi di prossimità e sulla rete territoriale, sottolinea che “stiamo per finanziare una campagna di comunicazione nazionale per farle conoscere di più ai cittadini: devono servire non solo a decongestionare i pronto soccorso ma anche a garantire la presa in carico dei malati cronici. La ritengo una priorità. Finito il 'rodaggio' sono certo che dentro le strutture si potranno rapidamente fare anche visite specialistiche ed esami diagnostici di primo livello. Ci stiamo muovendo in questa direzione”, ricordando inoltre che “incentivando gli specialisti ospedalieri retribuendoli con ore di straordinario. Per facilitare gli accertamenti diagnostici abbiamo appena sbloccato 235 milioni stanziati prima del Covid e mai utilizzati. Una parte delle risorse sarà destinata alle Case di Comunità e un'altra agli studi dei medici di famiglia per l'acquisto di apparecchiature come spirometri, ecografi o Ecg”.
Affrontando infine il capitolo cruciale delle residenze sanitarie assistenziali e dell'assistenza ai familiari, evidenzia che “servono criteri più chiari, un Isee sanitario più evoluto, che consideri non solo reddito e patrimonio, ma anche composizione del nucleo familiare e grado di disabilità di chi ne fa parte. Serve creare criteri più equi di accesso, rafforzare le Rsa pubbliche e migliorare il sistema di accreditamento di quelle private, con controlli rigorosi. La dignità degli anziani non può dipendere dal codice postale o dal conto in banca”, ribadendo sul valore fondamentale dell'assistenza informale che “i caregiver familiari sono l'architrave invisibile del nostro welfare. Senza di loro, il Ssn sarebbe in difficoltà. L'Italia ha una delle legislazioni più avanzate in Europa con la legge 104, che prevede fino a due anni di aspettativa retribuita. È un diritto importante che dobbiamo far rispettare con più rigore, anche e soprattutto nel settore privato, dove troppo spesso si creano pressioni indebite. Comunque, nel 2027 portiamo a oltre un miliardo il fondo per la non autosufficienza, che serve a finanziare assistenza domiciliare e reti di supporto anche sociale territoriali”. (29 lug - red)
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