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direttore Paolo Pagliaro

Roma, tra fotografia e Surrealismo con Francesca Woodman

Mostre
Le grandi mostre in programma in Italia e quelle che hanno l'Italia, attraverso i suoi grandi artisti, come protagonista nel mondo. Lo "Speciale mostre" è un viaggio tra capolavori, opere d'avanguardia e sperimentali, pittura e scultura, memoria e identità, storia e filosofia, un tributo all'arte e ai suoi protagonisti e un modo per scoprire quanto di buono fanno le istituzioni nazionali e locali per il nostro patrimonio culturale e di creatività.

Roma, tra fotografia e Surrealismo con Francesca Woodman

Gagosian annuncia “Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid”, una mostra a Roma di fotografie di Francesca Woodman (1958–1981). Incentrata sulle sue affinità con il Surrealismo, propone circa cinquanta fotografie realizzate nel corso della sua vita, molte delle quali mai esposte prima. Raffigurando il proprio corpo e quello di altre modelle in ambienti naturali e interni trasandati, Woodman utilizza la composizione e la mise-en-scène per trasmettere un senso di mistero e di teatralità. Destrutturando il confine tra il corpo, oggetti e ambienti, le sue fotografie mettono in scena sia l’affermazione del sé che temi di dissociazione. Nelle sue fotografie appaiono figure nude, vestite o velate; esposte o parzialmente nascoste; accompagnate da oggetti di uso quotidiano – uova, guanti, maschere, conchiglie, tazze da tè, frutta e pesce – che suggeriscono significati simbolici. Queste opere rivelano un’artista creativamente sicura di sé, giocosamente esplorativa e affascinata dall’uso rivoluzionario che i surrealisti facevano dell’allegoria, del linguaggio e degli oggetti comuni per esprimere il meraviglioso ed il misterioso. Woodman ha studiato il Dadaismo e il Surrealismo alla Rhode Island School of Design (RISD) e i suoi taccuini contengono molti riferimenti alle teorie di questi movimenti. Anche l’Italia ha avuto un ruolo importante nella sua formazione avendo trascorso molte estati della sua infanzia in Toscana con i genitori, entrambi artisti americani. Fluente in italiano e conoscitrice dell’arte e della cultura italiana, ha vissuto a Roma nel 1977 e nel 1978 mentre era ancora iscritta alla RISD. In città frequentava la Libreria Maldoror, specializzata in arte e letteratura dadaista, surrealista e futurista che ha ospitato la prima mostra personale dell’artista in Europa. Il titolo della mostra fa riferimento alla fotografia di Woodman dallo stesso titolo, 1975–77 circa, in cui le mani reggono un frammento di specchio al di sotto di una natura morta su un tavolo. In una nota scritta nel 1976, Woodman collegò l’opera a un corso sulle fiabe che frequentò durante il suo primo anno alla RISD associando quel titolo alla favola della “Regina delle nevi”, che immagina simbolici frammenti di specchio che distorcono la percezione della bellezza e della bruttezza. Operando da entrambi i lati della macchina fotografica per dar vita al suo lavoro, il suo dialogo con il Surrealismo è da vedere nel contesto della fotografia contemporanea, dell’arte concettuale, del femminismo e di altri temi su cui si è imbattuta alla RISD e a Roma. (gci)

PASOLINI, AL FORTE DI BARD L’ESPOSIZIONE DI DAVIDE TOFFOLO

Davide Toffolo nella mostra “Parola di Pasolini” presenta al Forte di Bard, in valle d’Aosta, dallo scorso 31 luglio fino all’8 novembre, tavole a fumetti, disegni e collage del graphic designer che accompagnano il pubblico nel pensiero del celebre poeta e regista, attraverso la sua stessa voce. Ripercorrendo il percorso narrato nel romanzo a fumetti di Toffolo dal titolo “Pasolini”, pubblicato 25 anni fa, e oggi considerato un’opera fondamentale nella storia della graphic novel italiana, l’esposizione curata da Paola Bristot e Marco Minuz con la partecipazione diretta dell’autore, riflette su alcuni dei concetti espressi da Pier Paolo Pasolini con grande lucidità e profondità intellettuale, ancora attuali. La mostra promossa da Forte di Bard con Suazes accompagna il visitatore in un itinerario all’interno della genesi del volume e del suo immaginario. Sono esposte nelle sale dell’Opera Mortai un centinaio di tavole originali, disegni, collage, fotografie, documenti e materiali legati all’opera e alla produzione pasoliniana, che restituiscono la natura stratificata e profondamente poetica del progetto artistico di Toffolo. Con il pretesto narrativo di un incontro con un enigmatico personaggio che sostiene di essere Pier Paolo Pasolini, Toffolo costruisce un’opera che sfugge alla linearità biografica e a qualsiasi intento didascalico. Quello che emerge è piuttosto un itinerario nei luoghi, nelle parole e nelle ossessioni pasoliniane: poesia, cinema, politica, borghesia, corpo e memoria si intrecciano in una dimensione sospesa tra realtà e visione. Nel corso del racconto il confine tra autore e personaggio si dissolve progressivamente, dando vita a un dialogo simbolico e quasi iniziatico tra Pasolini e Toffolo, dove il fumetto diventa strumento filosofico, poetico e civile. La mostra intende così restituire tutta l’attualità e la forza del pensiero pasoliniano, mostrando come la sua parola continui ancora oggi a interrogare il presente. L’artista ha scritto il romanzo “Pasolini” nel 2001 e dalla sua prima pubblicazione ne sono seguite molte altre, l’ultima per Bonelli Editore (2026), ma ne sono state fatte diverse traduzioni in lingua inglese, francese, tedesca e serba. Un lungo percorso anche nel tempo quindi e un conseguente assorbimento ideale e concettuale del pensiero e della parola di Pasolini. Mai come nel caso di questa mostra è azzeccata la citazione della famosa frase recitata da Totò nel film “Uccellacci e uccellini”: “I maestri sono fatti per essere mangiati”. (red)

A VERONA GLI SCATTI DI DOROTHEA LANGE

Un’occasione per scoprire una tra le figure più significative della fotografia documentaria del Novecento e autrice di alcune delle immagini che hanno segnato in maniera indelebile l’immaginario del XX secolo. Dal 30 luglio al 1° novembre, i suggestivi ambienti sotterranei del Centro Internazionale di Fotografia Scavi Scaligeri di Verona, accolgono una grande mostra dedicata a Dorothea Lange (Hoboken, New Jersey, 1895 – San Francisco, 1965). Organizzata dal Comune di Verona e prodotta da CAMERA Torino, la mostra, curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, riunisce circa 200 fotografie e ripercorre il periodo più intenso della ricerca di Lange, dagli anni della Grande Depressione all’internamento dei cittadini statunitensi di origine giapponese durante la Seconda guerra mondiale. Migrazioni, disuguaglianze sociali, discriminazioni e crisi ambientali attraversano un percorso che restituisce tutta la straordinaria attualità di uno sguardo capace di osservare i grandi mutamenti della storia a partire dalle vite delle persone. Conosciuta soprattutto per Migrant Mother, una delle fotografie più celebri del Novecento, Dorothea Lange è stata una protagonista assoluta della fotografia sociale americana. Attraverso le fotografie provenienti dalle collezioni della Library of Congress di Washington e della New York Public Library, la mostra ripercorre il lavoro di un’autrice che ha trasformato la fotografia in uno strumento di conoscenza, denuncia e partecipazione civile. A quasi un secolo di distanza, lo sguardo di Dorothea Lange continua a interrogare il presente, ricordando che dietro le grandi crisi, le trasformazioni economiche e le decisioni della politica ci sono sempre le vite, i volti e la dignità delle persone che le attraversano. (gci)

“LEI”: RITRATTI DI DONNE TRA VAN GOGH E MODIGLIANI

Dopo il successo della retrospettiva “Giacomo Balla. Un universo di luce”, dal 2 ottobre va in scena a Parma, nelle sale del Palazzo del Governatore, il secondo capitolo del protocollo d’intesa tra il Comune di Parma e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea con una nuova esposizione concepita per la città emiliana con capolavori provenienti esclusivamente dalla collezione della galleria. La mostra, dal titolo “LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea” presenta oltre 60 opere allestite in 13 sale – dipinti, sculture, disegni, fotografie e arazzi – che compongono una sorprendente rassegna di sguardi tra figure reali e ideali dell’universo femminile, lungo oltre due secoli di storia. Alcuni lavori sono di recente acquisizione, a partire da Nu Debout, il pastello del 1906 ca. di Pablo Picasso donato lo scorso anno dalla Cy Twombly Foundation. La figura femminile ha saputo catturare l’interesse, il dibattito e l’ispirazione delle arti visive; è stata vero e proprio motore della creatività umana e tema privilegiato della ricerca artistica tra XIX e XX secolo. Attraverso il ritratto femminile si sono manifestate le tensioni estetiche, psicologiche, culturali e politiche che hanno accompagnato il passaggio alla modernità. Prodotta dal Comune di Parma e dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, con la collaborazione di Solares Fondazione delle Arti, grazie al sostegno di Fondazione Cariparma e di Regione Emilia-Romagna, l’esposizione è curata da Renata Cristina Mazzantini e Cesare Biasini Selvaggi, ed è visitabile al primo piano del Palazzo del Governatore fino all’8 marzo 2027. Le donne rappresentate appartengono a mondi differenti, hanno età, condizioni, caratteri e destini eterogenei, eppure condividono la capacità di raccontare un’esperienza umana che supera il tempo in cui furono ritratte. La mostra (che si avvale di un comitato scientifico composto – oltre dai curatori – da Stefano Marson, Alberto Salvadori e Simona Tosini Pizzetti) comprende un prestito eccezionale di capolavori alla città di Parma, molti dei quali raramente concessi, provenienti dalle collezioni della GNAMC di Roma, la più ampia sul territorio nazionale di arte italiana e internazionale del XIX e XX secolo. (gci)

A PIEVE DI CADORE (BL) “TIZIANO E IL PAESAGGIO”

Un’occasione per ammirare le opere di Tiziano: la mostra “Tiziano e il Paesaggio”, che si tiene a Pieve di Cadore (BL) al Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore dallo scorso 18 luglio fino al 18 ottobre è il secondo appuntamento, dopo quello organizzato in occasione delle Olimpiadi Invernali, di un progetto espositivo che nella città natale di Tiziano mira ad approfondire il ruolo innovativo svolto dall’artista nello sviluppo della concezione moderna del paesaggio nell’arte veneta ed europea. Il progetto promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, con la collaborazione del Comune di Pieve di Cadore, curato da Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa con il supporto del Comitato scientifico della Fondazione e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, punta di diamante delle celebrazioni per i 450°anni della morte del Maestro, “Titianus Cadorinus 1576 - 2026”. Ricerca scientifica e fascino espositivo (allestimento su progetto di FormaUbis) si uniscono in questa nuova mostra che - dopo la presenza straordinaria a Pieve di Cadore della Pala Gozzi (Ancona, Pinacoteca “F. Podesti”) - porta altri importanti capolavori di Tiziano nella sua terra natale. Il percorso indagherà infatti le origini culturali e figurative dell’interesse del pittore cadorino per la resa dell’ambiente naturale e l’impatto avuto dai suoi paesaggi sugli artisti europei delle generazioni successive, mettendo in dialogo tre dipinti di Tiziano, prestati eccezionalmente dai Musei Capitolini di Roma (Il Battesimo di Cristo, 1511-1512), dall’Accademia Carrara di Bergamo (Orfeo ed Euridice, 1515 c.) e dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia (San Giovanni Battista, 1540 - 1542) e, con oltre trenta tra disegni e xilografie d’epoca di Tiziano e di altri importanti artisti che hanno gettato le basi della nuova sensibilità paesaggistica, o che al grande pittore si sono ispirati: da Lucas Cranach e Albrecht Durer, fino a Rembrandt, Watteau e Marco Ricci. Ad accompagnare la mostra - che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Fondazione Dolomiti Unesco, progetto sostenuto e finanziato dal Fondo Grandi Eventi gestito da D.M.O. Dolomiti Bellunesi, cui partecipano Regione del Veneto, Fondo Comuni Confinanti, Provincia di Belluno e Camera di Commercio Treviso Belluno-Dolomiti, e che ha il sostegno di Fondazione Cariverona e il supporto di tanti partner - ci sarà anche un importante catalogo (ZeL edizioni), realizzato grazie al contributo di Save Venice e di Tavolozza Foundation, con saggi e schede dei curatori, Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa, e di Irene Brooke, Beverly Brown, Francesco Di Mauro, Juliette Ferdinand, Peter Ludemann, Camilla Pietrabissa, Jaco Rutgers, Carolina Trupiano e Matthias Wivel; quindi una fascinosa mostra presso la vicina Casa Natale di Tiziano, di cui si è appena concluso il restauro - “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”- che ci porterà a rivedere i paesaggi di Tiziano con gli occhi e attraverso le opere su carta di un romantico viaggiatore ottocentesco, pittore, scrittore, saggista e fine intellettuale, che in Cadore volle ricercare le fonti d’ispirazione del sommo artista. Da non perdere infine i tantissimi appuntamenti che rientrano nel programma dell’Estate Tizianesca promossa ormai da ventidue anni dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con la Magnifica Comunità e il Comune di Pieve di Cadore. Quest’anno il progetto - che propone un nuovo modo di vivere la montagna e i centri minori, valorizzando il dialogo tra arte, paesaggio e comunità nel segno di Tiziano e dei suoi legami con queste aree - conta ben 35 eventi diffusi nel territorio, tra conferenze e incontri con prestigiosi storici e studiosi, concerti di musica classica e visite riservate, coinvolgendo venti località e venticinque luoghi d’arte del Cadore, del bellunese e delle province di Treviso, Venezia e Padova. (gci)

NELLA FOTO. Francesca Woodman, Untitled or #4 from a Series “Dissection of a Portrait”, 1976, Lifetime gelatin silver print mounted on mat board, Sheet: 5 7/8 x 5 7/8 inches (14.7 x 14.7 cm) Mat board: 14 x 11 inches (35.5 x 27.9 cm). © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome Courtesy the Foundation and Gagosian.

(© 9Colonne - citare la fonte)
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