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direttore Paolo Pagliaro

AFD, PICCONATA FATALE
AL CORDONE SANITARIO?

AFD, PICCONATA FATALE <BR> AL CORDONE SANITARIO?

“Un risultato che fa male, un vero e proprio disastro per le forze di governo e per la stabilità democratica”. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz non usa mezzi termini per commentare l'esito della tornata elettorale di ieri. La doppia consultazione di ieri in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella capitale Berlino ha confermato e amplificato lo scossone geopolitico già innescato, solo poche settimane fa, dal trionfo dell'Alternative für Deutschland (AfD) in Sassonia-Anhalt. I verdetti usciti dalle urne delineano una Germania profondamente spaccata e polarizzata, dove le forze tradizionali di centro scivolano verso livelli minimi storici, lasciando il passo a una tenaglia politica guidata dalle opposizioni radicali di destra e di sinistra.

LA MARCIA DELL'AFD NEL NORD-EST E IL CONTROPIEDE DI SINISTRA A BERLINO. I dati definitivi pervenuti nella notte confermano le proiezioni: in Meclemburgo-Pomerania Anteriore l'AfD ha conquistato il primo posto toccando il 37% dei consensi, superando nettamente la SPD guidata a livello locale dalla ministra presidente uscente Manuela Schwesig. Si tratta di una replica della vittoria storica ottenuta dall'estrema destra in Sassonia-Anhalt lo scorso 6 settembre, quando l'AfD guidata da Ulrich Siegmund ottenne un clamoroso 43,8% dei voti. Completamente diverso, ma altrettanto dirompente, è il segnale giunto ieri da Berlino. Nella capitale federale la sinistra radicale di Die Linke ha registrato un'affermazione senza precedenti, diventando la prima forza politica cittadina e aprendo la strada a un possibile governo cittadino a guida progressista. “Se la Linke governerà, la città cambierà passo”, ha dichiarato ieri a tarda sera la capolista berlinese Elif Eralp. L'AfD, pur non raggiungendo nella capitale le vette dell'Est, si è attestata attorno al 16%, mentre la CDU e i socialdemocratici subiscono una battuta d'arresto senza precedenti.

ROTTURA DEL CORDONE SANITARIO. A fronte di questi risultati, gli osservatori politici si chiedono apertamente se il “cordone sanitario” eretto dai partiti costituzionali per isolare l'estrema destra non sia definitivamente crollato o divenuto impraticabile. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore, i candidati di punta dell'AfD Leif-Erik Holm ed Enrico Schult hanno subito rivendicato l'incarico di formare l'esecutivo regionale. “I cittadini hanno espresso chiaramente la loro volontà e chiedono un cambio di rotta radicale”, ha dichiarato Holm ieri sera durante la festa elettorale. Tuttavia, tutti i partiti tradizionali continuano, almeno ufficialmente, a escludere alleanze formali con la destra radicale. Questo stallo rischia di trascinare il Land in una paralisi istituzionale o di costringere a coalizioni eterogenee di tutti contro l'AfD, che finiscono per alimentarne ulteriormente il consenso.

LA STAMPA TEDESCA: GLI ALLARMI DI FAZ E SPIEGEL. I commenti dei principali quotidiani e periodici tedeschi riflettono il clima di profonda apprensione. La Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) sottolinea come la polarizzazione stia rendendo ingovernabili le regioni dell'Est e stia mettendo a dura prova la tenuta del governo federale di Berlino. Secondo FAZ, l'insistenza dei grandi partiti di centro nell'applicare schemi del passato rischia di lasciare interi territori privi di maggioranze stabili, alimentando la narrazione dell'AfD contro le “élite del sistema”. Di tono ancora più severo è la disamina dello Spiegel, che descrive la Germania come un Paese in cui l'estremismo non è più una forza di protesta marginale, ma una realtà strutturata capace di condizionare l'agenda politica nazionale. Lo Spiegel evidenzia l'incapacità dell'esecutivo Merz di contenere la protesta sociale legata ai costi dell'energia, alle politiche migratorie e alle divisioni sulla gestione della crisi internazionale.

I COMMENTI EUROPEI E L'ANALISI DI LE MONDE. L'esito delle urne tedesche è osservato con forte inquietudine da tutte le capitali europee. Il quotidiano francese Le Monde dedica un'ampia analisi alle conseguenze del voto, spiegando che l'estensione dell'ondata di destra radicale mette in dubbio l'efficacia stessa del “cordon sanitaire” europeo. Le Monde nota come la crisi politica della prima economia dell'Unione Europea rischi di creare un vuoto di leadership a Bruxelles in un momento estremamente delicato. Per l'analisi transalpina, la tenuta delle forze tradizionali in Germania era considerata l'ultimo baluardo di stabilità nel continente; la sua frammentazione rischia ora di produrre un effetto contagio in vista delle scadenze elettorali nei Paesi limitrofi. Anche la stampa britannica e spagnola sottolinea come la successione di vittorie dell'AfD a est e la crescita delle forze populiste rappresentino una spinta ideologica per le formazioni di destra ed euroscettiche che si preparano alle consultazioni politiche in Italia, Spagna, Polonia e Francia.

LE REAZIONI INTERNAZIONALI. Sul piano internazionale, le reazioni non si sono fatte attendere. Dagli Stati Uniti giungono commenti improntati alla cautela ma preoccupati per i riflessi sulla tenuta dell'Alleanza Atlantica e sul sostegno europeo all'Ucraina, tema su cui l'AfD ha condotto una campagna fortemente critica. A Mosca, al contrario, gli organi di stampa e gli esponenti vicini al Cremlino accolgono i dati come la prova dell'inefficacia delle sanzioni occidentali e del progressivo sgretolamento del consenso attorno ai governi filoeuropei. Il cancelliere Friedrich Merz riunirà oggi i vertici del suo partito e della coalizione per concordare una risposta d'emergenza. Ma la sensazione diffusa in Germania e nel resto d'Europa è che il muro di sbarramento abbia ormai crepe troppo profonde per poter contenere la spinta dei margini della politica. (21 SET – deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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