È ancora uno 0,1% il numero che separa l’Italia dall’uscita dalla procedura di infrazione a cui l’ha sottoposta la Commissione europea nel 2024 a causa di un eccessivo disavanzo di bilancio, che l’anno precedente aveva toccato il 7,4%. Ben al di sopra del valore di riferimento adottato da Bruxelles, pari al 3%. I dati pubblicati dall’Istat oggi registrano che il rapporto tra indebitamento delle Amministrazioni pubbliche e Pil equivale al 3,1%, rimanendo dunque invariato rispetto alle stime di aprile scorso. Niente da fare, dunque, per una possibile abrogazione della procedura, per cui "l'Italia deve dimostrare di avere un rapporto deficit/Pil sotto il 3% per il 2025", come confermato anche dal portavoce della Commissione europea, Balasz Ujvari (nella foto e nel video, ndr), che pure ha ricordato come i dati dell’Istituto italiano dovranno essere confermati dall’Eurostat.
Numeri accolti “non senza rammarico” dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ribadisce come “purtroppo l'Italia non uscirà anticipatamente già quest'anno dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, come avevamo sperato, ma, coerentemente con i dati già espressi nel Dfp, questo potrà accadere nel 2027". Con i dati di oggi “siamo in linea con la traiettoria fissata dal Governo”, dichiara Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile economico di Fratelli d'Italia, che parla di “un anno segnato da una congiuntura internazionale pesantissima, tra tensioni geopolitiche, rincari energetici e mercati instabili”. Non sono dello stesso avviso gli esponenti dei partiti di opposizione. Secondo Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera di deputati, è “un fallimento storico che smentisce drammaticamente le promesse elettorali della destra” le cui “conseguenze ricadranno purtroppo sui cittadini”. Per la dem, “il governo non è stato in grado di affrontare le difficoltà strutturali del paese e non ha invertito processi recessivi che purtroppo gravano da decenni ipotecando il futuro delle nuove generazioni e trasformando l'Italia nell'anello debole d'Europa”. Dello stesso avviso il leader M5S, Giuseppe Conte, secondo cui quella di oggi è la conferma che “quattro anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal governo lasciano l'Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione, mentre siamo esposti alle crisi economiche generate da guerre su cui la premier in alcuni casi fa 'scommesse' e in altri 'non condanna e non condivide'". Di “doccia gelata per l'Italia” parla il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, secondo cui “le politiche di Meloni e Giorgetti non portano crescita”. Mentre è “il conclamato fallimento del governo” per il senatore di Italia Viva Enrico Borghi, vicepresidente del partito. (22 set-mol)
Il video è realizzato da Eu Video News
(© 9Colonne - citare la fonte)




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