Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

‘’FASE COMPLICATA,
MA ITALIA RIFERIMENTO’’

‘’FASE COMPLICATA, <br> MA ITALIA RIFERIMENTO’’

“Ci troviamo in una fase estremamente complicata, ma posso assicurare che il comportamento del Governo, il tenere i conti e la crescita economica sono assolutamente allineati non soltanto alle nostre previsioni ma sono anche un punto di riferimento in Europa dove le cose, vanno molto spesso assai peggio”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo al question time alla Camera, all’indomani della conferma dell’Istat del rapporto deficit/Pil al 3,1%, che fa restare l’Italia in procedura di infrazione.    “Noi – aggiunge - abbiamo preso atto dei dati dell’Istat, noi siamo perfettamente in linea con il preventivato che il Parlamento peraltro ha approvato, cioè con l’uscita dalla procedura d’infrazione. Se fossimo usciti anticipatamente non solo avremmo rispettato i risultati ma avremmo reso un servizio alla Repubblica italiana, non a questo governo. Vorrei anche osservare che per quanto riguarda la crescita questo Governo aveva fatto delle previsioni per quest’anno dello 0,6. Oggi l’Ocse riconosce e aggiorna dallo 0,5 allo 0,9 le previsioni e, naturalmente, questo non ci pone in coda in Europa perché ci sono altri paesi che sono in condizioni assai peggiori in un contesto internazionale sfavorevole”. Il responsabile dell’economia rivendica che “il percorso di discesa del debito pubblico sta avvenendo e sta continuando. Ricordo anche che è vero che ieri l’Istat ha stabilito a 3,1% il deficit del 2025, ma anche rivisto in crescita quella che era la crescita stimata dalla stessa Istat nel 2023 passando addirittura con un aumento dello 0,3% all’1,1% e all’1% per quanto riguarda il 2023”. Inoltre, Giorgetti ricorda che “per quanto riguarda i prezzi dei carburanti il governo è intervenuto ripetutamente durante il 2026, oltre 2 miliardi di interventi. Vedo che adesso in giro per l’Europa cercano di copiare un po’quelle che sono state le nostre azioni. Il problema fondamentale è che dobbiamo renderci conto della situazione internazionale, che non è evidentemente nelle nostre disponibilità. Siamo consapevoli della situazione e per questo motivo da un lato ci siamo mossi per primi per chiedere la clausola di deroga alle regole europee per quanto riguarda l’energia, la cosiddetta Nec, che è stata concessa e di cui dovremo discutere nei prossimi giorni per quanto riguarda l’utilizzo. Per quanto riguarda invece i cosiddetti extraprofitti, questo concetto dall’incerto confine, io ricordo che già in passato, già nel ’22 nel ’23 si era intervenuti con contributi di natura straordinaria, naturalmente questi hanno posto problemi anche di costituzionalità perché il problema è quello di ricondurlo a criteri di principi di capacità contributiva, ragionevolezza, proporzionalità, quindi evitando effetti distorsivi e garantendo adeguati livelli di certezza del diritto”. “Consapevoli della situazione – continua il ministro - e per evitare questo tipo di incertezze ci siamo mossi anche in questo caso per primi a chiedere a livello europeo insieme ad altri 5 paesi una valutazione concertata in quella sede per dare un quadro giuridico di possibile intervento di tassazione di questo tipo di profitti da parte delle società energetiche e petrolifere. Questa inziale discussione che è avvenuta già nell’Ecofin informale a Dublino la settimana scorsa ha fatto emergere la necessità di approfondire e di riprendere l’argomento nell’Ecofin questa volta formale di inizio ottobre a Bruxelles. Io registro a questo punto che altri paesi che inizialmente si erano opposti a questo tipo di iniziativa si stanno in qualche modo accodando rendendosi conto della situazione eccezionale”. Tornando alla questione dei dati Istat, il ministro sottolinea che “il continuo aggiornamento dei dati seppure trovi il suo fondamento in precise esigenze statistiche, innegabilmente ha un impatto rilevante ai fini delle decisioni di bilancio nazionali in quanto modifica ex post parametri utilizzati nella procedura di sorveglianza fiscale europea e nella predisposizione dei documenti di finanza pubblica, ancora più sensibili alle variazioni alla luce della nuova governance economica europea”. Infine, Giorgetti ha ribadito l’obiettivo del governo di rendere strutturale la misura sul bollo auto. “Ieri attaccavate l’Istat, oggi vi attaccate all’Ocse. Da un sovranista come Giorgetti non me lo sarei aspettata. Ma il punto è che avete fallito un’altra volta. Avevate indicato l’uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo come un obiettivo e non ci siete riusciti”. Così Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva-Casa Riformista. (Roc)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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